Archivio mensile:agosto 2011

Verso Brasile 2014, le partite di qualificazioni del 2 settembre della zona asiatica

Analisi e presentazione generali di tutti i confronti di qualificazioni mondiali del 2 settembre.

  • GRUPPO A

    CINA – SINGAPORE (Kunming, Tuodong Stadium)

    Il gruppo A è uno dei più equilibrati, visto che comprende Cina (inspiegabilmente inserita in prima fascia nel sorteggio di Rio), Giordania e Kuwait, con la cenerentola Singapore.
    La prima giornata (2 settembre) vedrà la Cina affrontare Singapore, in un match che non dovrebbe riservare sorprese, anche se la nazionale di Josè Camacho ha abituato a tutto negli ultimi tempi (vedi il parziale passivo di 0-2 in casa contro il Laos) e manca di diversi uomini chiave, come l’attaccante Gao Lin e il centrocampista Shao Jiayi del Duisburg. Il popolo cinese si affida al talentuoso 24enne Yang Xu, autore di quattro reti nella doppia sfida contro il già citato Laos.
    Dal suo canto Singapore non vuole passare per la squadra materasso del girone, e cercherà di affrontare al massimo i superiori avversari. E per farlo, si affiderà all’esperienza dell’attaccante 41enne Aleksandar Duric e all’estro del giovane talento Hariss Harun, già capitano della sua nazionale a 17 anni (ora ne ha 21).

    IRAQ – GIORDANIA (Franso Hariri Stadium, Arbil)

    Piu spunti d’interesse offre invece il derby arabo tra Iraq e Giordania. Il match, da tripla per i bookmakers, sarà la prima partita dell’ex stella brasiliana Zico sulla panchina irachena.
    Dall’altra parte la Giordania, convintissima dei propri mezzi e col morale alle stelle dopo l’imperioso 9-0 al Nepal nel turno precedente, e la splendida Coppa d’Asia disputata a gennaio, vuole mostrare con orgoglio il proprio valore tecnico, cresciuto moltissimo degli ultimi anni, come dimostrato dalle parole del difensore Bani Yaseen: “Noi abbiamo tutti gli ingredienti per affrontare al meglio le migliori squadre dell’Asia, e tutto ciò di cui abbiamo bisogno ora è solo un po’ più di fortuna”. Sicuro di sé, non c’è che dire.
    Il match è particolarmente interessante anche perchè sono molti i calciatori iraqheni che giocano in Europa: il difensore centrale Bassim Abbas nel Konyaspor in Turchia, i centrocampisti Osama Rashid e Anmar Al Mubaraki in Olanda (rispettivamente nel Den Bosch e nell’Heracles Almelo), Yaser Kasim in Championship nel Brighton, Ahmed Yasin nell’Orebro (Svezia), il portiere del Bornemouth (League One) Shwan Jalal e l’attaccante del Nordsjaelland, Rawez Lawan.
    E’ su di loro che Zico potrà contare per provare a raggiungere la qualificazione al turno successivo.

    GRUPPO B

    COREA DEL SUD – LIBANO (Goyang Stadium, Goyang)

    Non dovrebbero esserci problemi per la nazionale coreana a liquidare la pratica Libano e nel vincere agevolmente il girone. La squadra terza classificata alla Coppa d’Asia non potrà disporre della giovane stella dell’Amburgo, Son Heung Min(5 gol in Bundesliga in 16 presenze a 19 anni), e dell’ala destra del Bolton, Lee Chung Yong, vittima di un tremendo infortunio che lo terrà fuori tutta la stagione.
    In attacco è pronta a brillare la coppia tra Ji Dong Won e Park Chu Young, fresco innesto dell’Arsenal.
    Il Libano, che andrà a Goyang per difendere lo 0-0 (impresa che difficilmente riuscirà), proverà a contare sulla solidità difensiva di Youssef Mohahmad, 7 anni tra Friburgo e Colonia, ora negli Emirati Arabi Uniti nell’Al Ahli.
    Ma il ct dei libanesi Theo Bucker sa che è molto meglio concentrarsi per la partita contro gli Emirati Arabi Uniti a Beirut, match molto più alla portata della sua squadra.

    EMIRATI ARABI UNITI – KUWAIT (Al Qatara Stadium, Al Ain)

    Scontro equilibratissimo ad Al Ain, tra i padroni di casa e la selezione kuwaitana, entrambe squadre che provengono dal turno precedente di qualificazione (gli Emirati hanno superato con un 3-0 e 2-2 l’India, il Kuwait ha sconfitto le Filippine in casa 3-0 e a Manila 2-1).
    Difficile prevedere chi la spunterà, il Kuwait è leggermente più forte, ma giocando in trasferta, ha meno possibilità di portare a casa la vittoria.
    Come sempre gli Emirati Arabi Uniti punteranno tutto su Matar e Khalil, le stelle della squadra. Per gli ospiti invece, Fahad Al-Enezi è pronto ad inventare giocate che proveranno ad essere sfruttate dal 21enne bomber Yousef Nasser, 11 reti in 20 presenze con la nazionale.

    GRUPPO C

    GIAPPONE – COREA DEL NORD (Saitama Stadium, Saitama)

    I campioni d’Asia di Zaccheroni, che partono con i favori del pronostico, si affideranno alla qualità de 6 giocatori convocati che militano in Bundesliga (Uchida, Makino, Hasebe, Hosogai, Okazaki e Kagawa) e alla tecnica di Keisuke Honda, oltre alla stella novarese Morimoto, giocatore consideratissimo da quelle parti . Mancheranno l’interista Nagatomo (appena guarito da un recente infortunio), Akihiro Ienaga del Mallorca e i 3 ragazzi terribili della “Platinum Generation”: Usami (che ha già debuttato in Bundesliga col Bayern Monaco nonostante la giovane età), Myiaichi dell’Arsenal e Takagi dell’Utrecht.
    Le forze dei nord coreani sono tutte riposte nella stella della squadra, Jong Tae Se del Bochum, diventato famoso nei Mondiali in Sudafrica per aver pianto durante l’inno nazionale prima della partita contro il Brasile.

    TAJIKISTAN – UZBEKISTAN (Metallurg Stadium, Tursunzoda)

    Un match piuttosto particolare quello tra Tajikistan e Uzbekistan. Sì, perchè i padroni di casa fino a poche settimane fa, nemmeno sapevano che avrebbero giocato, dato che erano stati eliminati nel turno precedente dalla Siria, squalificata però dalla commissione disciplinare per aver schierato un calciatore ineleggibile.
    I calciatori migliori di entrambe le formazioni militano in Russia, ma in livelli completamente diversi: le stelle del Tajikistan sono il difensore Farkhov Vasiev (fino a poco tempo fa allo Shinnik Yaroslavl, nella seconda divisione russa) e il centrocampista delle riserve del Lokomotiv Mosca, 21enne come Vasiev, Manuchekhr Dzhalilov; entrambi hanno participato con la selezione del Tajikistan ai Mondiali u17 del 2007.
    Dall’altra parte l’Uzbekistan ha un arsenale molto più ampio, con gente come Akhmedov (che gioca nell’Anzhi di Eto’o), Djeparov, Geynrikh e Bikmaev, che dovrebbero risolvere senza troppi patemi la pratica.

    GRUPPO D

    AUSTRALIA – THAILANDIA (Suncorp Stadium, Brisbane)

    Anche qui abbiamo una partita senza storia, tra una delle più forti selezioni asiatiche del momento, e forse la più debole squadra di questa fase delle qualificazioni. L’Australia potrà contare su tutte le sue stelle (eccezion fatta per Kewell), e non ci saranno particolari problemi a vincere con un margine ampio contro la modesta selezione thailandese, arrivata a questo turno dopo aver superato, con enorme fatica, la Palestina (1-0 e 2-2 i risultati).
    Unico neo della selezione australiana le mancate convocazioni di Herd dell’Aston Villa (man of the match nell’ultimo turno di Premier contro il Wolverhampton) e Oar dell’Utrecht (anch’egli man of the match in Eredivisie contro il Roda, e fresco vincitore del miglior gol dei mondiali u20 in Colombia). Ma Osieck preferisce far stabilizzare le loro posizioni nei rispettivi club essendo giovani, ed è una scelta condivisibile.

    OMAN – ARABIA SAUDITA

    Equilibrato il derby del golfo tra Oman e Arabia Saudita. Gli ospiti hanno un repertorio tecnico migliore, ma l’Oman può contare su un calciatore di assoluto livello per il continente, il portiere del Wigan Al Habsi, votato miglior giocatore del suo club la scorsa stagione.
    La partita è aperta ad ogni risultato ed è già un dentro fuori, salvo imprese contro l’Australia nei turni successivi, soprattutto per l’Oman, che se vuole avere qualche speranza di arrivare al turno successivo, deve vincere.
    Ma Al Qahtani e compagni proveranno ad impedirglielo.

    GRUPPO E

    IRAN – INDONESIA (Azadi Stadium, Teheran)

    Il gruppo E è anch’esso piuttosto equilibrato.
    L’Iran parte favorito per la vittoria del girone, e nel primo match ospita l’Indonesia, possibile outsider e sorpresa delle qualificazioni, dato che è in corso un processo di naturalizzazione di molti indo-olandesi che giocano nell’Eredivisie e nell’Eerste Divisie, tra cui Lilipaly dell’Utrecht, Van Beukering (ex Feyenoord) e Hiariej del Groningen. Per la partita di Teheran, però la squadra del neo ct Wim Rijsbergen (guarda caso, olandese anche lui) dovrà utilizzare una selezione interamente composta da calciatori del campionato locale. Le speranze (flebili) dei Garuda, che nel turno precedente hanno superato il Turkmenistan, sono affidate all’attaccante Cristian Gonzales, 35enne uruguaiano naturalizzato, che possiede un record di gol impressionante nella Indonesia Super league.
    E a proposito di Uruguay, è nata una partnership tra i due paesi per aiutare lo sviluppo del calcio indonesiano con la selezione u19 che partecipa, dalla stagione passata, alla Primera Division Uruguayana dei pari età. E i risultati sono stati più che positivi, con l’attaccante Syamsir Alam appena acquistato dai vice campioni del sudamerica del Penarol.
    Tra i padroni di casa spicca invece il centrocampista dell’Osasuna, Javad Nekounam, pronto a guidare la sua selezione con l’esperienza delle sue 118 presenze in nazionale. Mancherà invece il suo compagno di squadra, Shoajei, e l’attaccante del Wolfsburg, Ashkan Dejagah, che ha da poco accettato di rappresentare il suo paese d’origine.

    BAHREIN – QATAR (Bahrain National Stadium, Riffa)

    Il derby del golfo tra Bahrein e Qatar vede come favoriti i primi, che non perdono contro gli acerrimi rivali dal 2004. Il Qatar, che ha appena ingaggiato come allenatore il brasiliano Sebastiao Lazaroni, è anche in cattiva forma, avendo perso per 3-1 un’amichevole contro gli Emirati Arabi Uniti, oltre alla gara di ritorno del turno precedente contro il Vietnam per 2-1 (risultato ininfluente per il passaggio del turno, ma comunque umiliante, visto il livello tecnico modestissimo degli avversari).
    I mezzi a disposizione del Qatar sono pochi, ci si affida ai naturalizzati Sebastian Soria e Fabio Cesar Montezine (ex Napoli).
    Il Bahrein, che vuole qualificarsi ai mondiali dopo aver perso due playoff consecutivi (nel 2005 contro Trinidad e Tobago, nel 2009 contro la Nuova Zelanda), ha calciatori migliori, su tutti l’attaccante Jaycee John, il centrocampista Abdullah Omar (che gioca in Svizzera, nel Neuchatel Xamax), e un altro attaccante, Ismael Latif, autore di 4 gol nell’ultima Coppa d’Asia.

    Christian Rizzitelli

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    Australia – Thailandia: convocati e preconsiderazioni

    Il ct dell’Australia Holger Osieck ha oggi nominato i 23 giocatori che saranno impegnati nella doppia sfida di qualificazioni mondiali contro la Thailandia(in casa, a Brisbane) e l’Arabia Saudita, a Riyadh.

    Ecco la squadra completa:

    Portieri:

    Mark Schwarzer 1972 (Fulham)
    Adam Federici 1985 (FC Reading)
    Nathan Coe 1984 (Sonderyiske)

    Difensori:

    Luke Wilkshire 1981 (Dinamo Moscow)
    Luke DeVere 1989 (FC Gyeongnam)
    Rhys Williams 1988 (Middlesbrough)
    Mark Milligan 1985 (JEF United)
    Lucas Neill 1978 (Al Jazira)
    Matthew Spiranovic 1988 (Urawa Red Diamonds)
    Sasa Ognenovski 1979 (Seongnam Ilwha Chunma)
    Michael Zullo 1988 (FC Utrecht)

    Centrocampisti:

    Tim Cahill 1979 (Everton)
    Brett Emerton 1979 (Blackburn Rovers)
    Brett Holman 1984 (AZ Alkmaar)
    Mile Jedinak 1984 (Crystal Palace)
    Neil Kilkenny 1985 (Leeds United)
    Matt McKay 1983 (Rangers FC)
    Adam Sarota 1988 (FC Utrecht)
    James Troisi 1988 (Kaiseryspor)
    Carl Valeri 1984 (Sassuolo Calcio)

    Attaccanti:

    Joshua Kennedy 1982 (Nagoya Grampus)
    Robbie Kruse 1988 (Fortuna Dusseldorf)
    Scott McDonald 1983 (Middlesbrough)

    Un pò di considerazioni

    Non dovrebbero esserci problemi per la squadra di Osieck nel liquidare la pratica Thailandia. La differenza tecnica tra le due squadre è chiaramente abissale, nessun thailandese gioca in Europa o all’estero, e i pochi che hanno avuto la fortuna di trasferirsi non hanno mai giocato a livello di prima squadra (eccezion fatta per lo svizzero-thailandese Petr Lang, col Schaffausen). Ma giudicare le squadre in base alle presenze dei giocatori nei club può sembrare approssimativo e sbagliato, dunque cerchiamo di capire pregi e difetti della nazionale thailandese e che grattacapi possa creare ai Socceroos (ricordiamo che si gioca in Australia, a Brisbane, nel Suncorp Stadium, impianto da oltre 52,000 posti che ha ospitato l’ultima, epica, finale del campionato australiano).
    La Thailandia tecnicamente e atleticamente non è di bassissimo livello per gli standard asiatici e internazionali, ma i veri talloni d’Achille della squadra di Schafer sono l’aspetto fisico e quello tattico.
    I calciatori in campo sono veramente minuti e poco adatti ad uno sport maschio come il calcio: solamente 6 dei 23 membri che affonteranno gli Aussies superano il 1,80, addirittura solo un centrocampista supera il 1,70!
    Dal punto di vista tattico, la squadra è molto disordinata e i calciatori sono poco disciplinati, sbagliano spesso raddoppi,fuorigioco o posizioni da coprire in campo. Del resto, la Thai Premier League non è di certo tra i campionati più rinomati del mondo. E tutto questo lo si è visto nella doppia sfida contro la Palestina, sconfitta 1-0 a Bangkok e fermata sul 2-2 in Terra Santa, con il gol del pari arrivato solo al 95′.
    Qualche calciatore interessante, per il panorama internazionale però c’è: su tutti il portiere, Kawin Thammasatchanan, 21 anni, seguito anche dal Manchester United, con cui farà un provino tra qualche mese. Non è altissimo, solo 1,82, ma è molto reattivo e pronto di riflessi. Addirittura l’ex Robson (leggenda del Newcastle) ha detto che è pronto per un palcoscenico come la Premier League. Ma finora si deve accontentare del Muangthong United, club per cui gioca in patria.
    L’altro giocatore che spicca è il 23enne Teerasil Dangda, comunque migliorato molto, dopo l’esperienza al City di qualche anno fa. Il QPR sembra interessato alle prestazioni di questo attaccante d’area di rigore e ha pronta un’offerta di 300,000 £ per acquisire le sue prestazioni.
    Interessante anche l’ala Datsakorn Thonglao (27), molto tecnico e rapido, uno specialista dei calci di punizione anche se non ha mai giocato nella sua esperienza in Europa col Kaiserslautern.
    Per il resto, si tratta di una squadra mediocre e che farebbe fatica a salvarsi in Lega Pro.
    Guai a sottovalutare nessuno, però, vedi l’Italia di Lippi ai Mondiali in Sudafrica.

    A cura di Christian Rizzitelli

    Chris Wood

    Chris Wood

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    Dati anagrafici: 7/12/1991, Auckland (NZ)
    Squadra: West Bromwich Albion
    Ruolo: attaccante

    CARRIERA

    Wood viene messo sotto contratto dal Waikato FC, squadra del campionato neozelandese alla tenera età di 15 anni, e viene immediatamente aggregato in prima squadra. Per fare un po’ di esperienza, viene mandato in prestito all’Hamilton Wanderers, dove segna 16 reti in 17 partite.
    Il suo impressionante score gli fa guadagnare la convocazione ai Mondiali u17 del 2007, dove è il più giovane giocatore della sua squadra.
    Nonostante la sua squadra finisca con 3 sconfitte e 0 punti, Chris disputa un torneo ottimo che gli permette di ottenere un provino con il West Bromwich, club di Premier League, che lo acquista subito dopo.
    Tra le giovanili dei Baggies è un rullo compressore, segna sempre e diventa capocannoniere dell’u18, e per questo viene aggregato a 16 anni nella squadra riserve.
    Debutta in Premier League a 17 anni e 3 mesi nel 2-2 contro il Portsmouth, giocando il quarto d’ora finale e mettendosi in mostra per le sue doti tecniche e fisiche.
    L’anno successivo disputa 21 partite in Championship segnando una rete.
    La passata stagione è andato in prestito al Brighton Albion, dove ha segnato 9 reti in 27 partite, tra League One e FA Cup.
    Attualmente si trova in prestito al Birmingham City, con cui gioca anche l’Europa League.
    Nonostante abbia solo 19 anni, ha già alle spalle una Confederations Cup e un mondiale, dove ha giocato in tutti e 3 gli incontri della sua squadra sfiorando il gol nel finale contro l’Italia.
    Con i kiwi vanta 15 presenze e una rete, in amichevole contro l’Honduras.

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    E’ il classico attaccante boa, molto robusto (ben 191 cm) che fa salire la squadra, forte di testa e nelle sponde verso i compagni.
    E’ dotato di un tiro molto forte e, cosa strana per i giocatori con caratteristiche simili alle sue, è abbastanza rapido nelle giocate negli spazi stretti.
    Tecnicamente è ancora molto grezzo, ma il talento c’è e si vede, come lo dimostra il suo primo gol in Championship, un siluro al volo da oltre 25 metri contro il Doncaster.
    L’unica pecca che possiamo attribuirgli è quella di stare assente per lunghi tratti della partita, collaborando poco con la squadra, soprattutto in fase difensiva.
    Il futuro è tutto dalla sua, non stupiamoci se tra qualche anno lo vedremo fare faville in Premier League.

    Qui il suo primo goal con il West Bromwich:

    di Christian Rizzitelli

    Mathew Leckie

    Mathew Leckie
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    DATI ANAGRAFICI:

    Nato a Melbourne,4/2/1991.
    Cresciuto nelle giovanili del Bulleen Zebras,squadra di un campionato regionale, Mathew viene scoperto
    dai dirigenti dell’Adelaide United che il 2 settembre 2009 gli fanno firmare un contratto biennale col club del South Australia.
    Dopo le strepitose performance con la squadra riserve, debutta in prima squadra a settembre nel sentitissimo derby contro il Melbourne Victory il 18 settembre.
    Viene utilizzato dal ct Aurelio Vidmar sempre più regolarmente tanto da diventare un titolare inamovibile nella sua prima stagione di calcio professionistico, dove colleziona 20 presenze e 3 gol.
    Ma l’annata della consacrazione è la stagione successiva: inizia nel migliore dei modi segnando 2 reti in due partite nella Champions League asiatica, collezionando assist a ripetizione nella A-League e mettendo a segno 5 reti.
    Le sue straordinarie performance gli sono valse la convocazione in nazionale per la partita di qualificazione alla Coppa d’Asia contro l’Indonesia.
    Su di lui mettono gli occhi grandi squadre europee, tra cui molte di Premier,Bundesliga e outsider come il Celtic. Mathew alla fine decide di accettare l’offerta del Borussia Moechengladbach, club che potrà offrirgli certamente spazio in prima squadra.
    Debutta con i The Foals contro lo Stoccarda nella seconda giornata di Bundesliga, mettendosi in luce con diverse accelerazioni palla al piede.

    CARATTERISTICHE TECNICHE:

    E’ un’ala destra, molto veloce, possente fisicamente e discreto tecnicamente.
    A volte è elegante nelle movenze e ricorda il connazionale Kewell per corsa, velocità e tempo di inserimento.
    La sua qualità migliore è certamente il dribbling e la capacità di superare l’uomo nell’uno contro uno: in Australia sono proverbiali le sue accelerazioni palla al piede, con cui semina gli avversari.
    E’ anche disciplinato tatticamente: in fase difensiva aiuta sempre a pressare ed è bravo anche a rubare palla.
    La sua collocazione tattica ideale è in un 4-2-3-1 o 4-3-3 basati sul contropiede.
    E’ un giocatore completo, il futuro è tutto dalla sua parte.

    Qui un video con alcune sue giocate:

    di Christian Rizzitelli

    La storia della nazionale di calcio delle Filippine

    Nelle Filippine il calcio è uno degli sport più praticati, secondo solo al basket, che vanta anche una lega professionistica.
    Nonostante questo, si fa fatica a ricordare un suo risultato di rilievo nella storia calcistica.
    Ma ripercorrendo le vicende storiche del paese, mi sono trovato di fronte ad affascinanti aneddoti, alcuni dei quali molto particolari.

    La prima partita di calcio della storia delle Filippine risale al lontano 1 Febbraio 1913, contro la Cina, a Manila, la capitale del paese.
    Il match termina con una sconfitta per 1-0, risultato più che onorevole.
    In quegli anni era nato anche il campionato locale, che vedeva il dominio del Bohemian Club Manila, vincitore di 12 delle prime 15 edizioni.
    Il momento più alto del calcio filippino avviene il 10 maggio 1917, in un’amichevole contro il Giappone, a Tokyo: il risultato è di 15-2 per le Filippine, vittoria che rimarrà la più grande di sempre nella storia del paese.
    Ma dopo questi brevi anni di successo, il calcio filippino inizia una fase declinante che porterà prima a una sconfitta record contro lo stesso Giappone per 15-0 il 27 settembre del 1967, e poi all’ultimo posto nel Ranking FIFA, nel settembre 2006.
    Tutti gli anni trascorsi erano stati intervallati da ulteriori sconfite, alcune delle quali molto pesanti, come il 15-1 subito contro la Malesia nel 1962, oppure il 9-0 dalla Thailandia ai Giochi dell’Asia dell’Est del 1999.
    Inoltre il campionato non si era disputato con regolarità, anzi: ci sono stati anche intervalli di 12 anni tra una stagione e l’altra (ad esempio tra il 1968 e il 1980).

    La Philippine Football Federation, per cercare di far riemergere la nazionale, prese seriamente l’iniziativa nel 2006 e decise di rifondare radicalmente il calcio nel paese: un progetto a lungo termine che avrebbe dovuto risollevare dal baratro la squadra facendola diventare una delle nazioni più competitive del panorama est asiatico.

    Per prima cosa fu fondato un campionato semi-professionistico che potesse garantire un numero di giocatori di livello tecnico accettabile per la nazionale: tale campionato prese via nel 2008 sotto il nome di LBC United Football League, competizione a cui partecipano 16 squadre, 8 nella in prima divisione e 8 nella seconda.

    Dopo la creazione del campionato, tutti gli sforzi sono stati concentrati sulle competizioni continentali della nazionale: il primo obiettivo era ottene la qualificazione alla Coppa dell’Asia dell’Est del 2007.
    La squadra riuscì ad ottenere il risultato sperato: grazie alla naturalizzazione di alcuni giovani stranieri(su tutti i fratelli Younghusband che all’epoca giocavano nell’Academy del Chelsea) la squadra ottenne 3 vittorie in 4 partite di qualificazione, tra cui un 7-0 a Timor Est.
    Nel girone della competizione vera e propria le Filippine riescono a strappare un punto, ottenendo uno 0-0 contro il Myanmar e due sconfitte (entrambe per 0-4) contro Malesia e Thailandia.
    Le performance però non soddisfacerono in toto la federazione, che si aspettava qualcosa di più e decise allora di esonerare l’allenatore Aris Caslib e di non partecipare alle qualificazioni dei mondiali del 2006 e del 2010, per prepararsi meglio a quelle delle edizioni successive.
    Il progetto, alla fine, ebbe successo: difatti la nazionale è riuscita a qualificarsi nell’AFC Challenge Cup del 2012, competizione a 8 squadre il cui vincitore si qualificherà alla Coppa d’Asia del 2015, che si terrà in Australia.
    Ma non solo: la squadra ha raggiunto le semifinali della Suzuki Cup, competizione riservata alle squadre asiatiche dell’Est, perdendo in semifinale contro l’Indonesia per 1-0, paese ospitante della manifestazione, davanti ad oltre 70,000 spettatori.
    Nel frattempo però è arrivato il momento più aspettato dal paese,le partite di qualificazione ai Mondiali.
    La doppia sfida del primo turno preliminare è contro lo Sri Lanka, con gara d’andata in trasferta.
    Per l’occasione, la nazionale filippina ha arruolato tantissimi giocatori provenienti dall’Europa, sfruttando la nuova FIFA del 2009: il livello tecnico della squadra è notevolmente migliorato.
    La partita a Colombo (capitale dello Sri Lanka) termina con sull’1-1, ma il ritorno è tutt’altra storia: 4-0 per le Filippine a Manila, davanti ad oltre 12,500 spettatori.
    E’ la prima vittoria in una qualificazione mondiale per il paese.
    Nel secondo turno gli “Azkals” vengono sconfitti due volte dal Kuwait, 3-0 in trasferta e 2-1 a Manila(rete di Schrock per i padroni di casa). Ma ciò nonostante la nazionale ha mostrato un livello di gioco mai visto prima d’ora, segno incoraggiante per il roseo futuro calcistico del paese.

    I CALCIATORI

    La nazionale attuale è indiscutibilmente la più forte di sempre, poiché è formata da molti calciatori proveniente dall’Europa, quasi tutti naturalizzati. I più importanti sono Neil Etheridge, portiere del Fulham; Paul Mulders dell’ADO Den Haag; Michael Ott e Stefan Schrock, che giocano nella 2.Bundesliga rispettivamente con Ingolstadt e Greuther Furth; Jerry Lucena, che milita nell’Aarhus, nella massima divisione danese e Phil e James Younghusband, fratelli che hanno trascorso diversi anni nell’Academy del Chelsea.
    La stella è però il 18enne dell’Amburgo Kevin Ingreso, già membro stabile della prima squadra del club tedesco.

    La partita dell’albergo

    In questo video è raccontato l’aneddoto della partita dell’albergo, la partita più importante della storia della nazionale di calcio del Guam, piccola isola del Pacifico affiliata alla Confederazione Asiatica.

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