La storia della nazionale di calcio delle Filippine

Nelle Filippine il calcio è uno degli sport più praticati, secondo solo al basket, che vanta anche una lega professionistica.
Nonostante questo, si fa fatica a ricordare un suo risultato di rilievo nella storia calcistica.
Ma ripercorrendo le vicende storiche del paese, mi sono trovato di fronte ad affascinanti aneddoti, alcuni dei quali molto particolari.

La prima partita di calcio della storia delle Filippine risale al lontano 1 Febbraio 1913, contro la Cina, a Manila, la capitale del paese.
Il match termina con una sconfitta per 1-0, risultato più che onorevole.
In quegli anni era nato anche il campionato locale, che vedeva il dominio del Bohemian Club Manila, vincitore di 12 delle prime 15 edizioni.
Il momento più alto del calcio filippino avviene il 10 maggio 1917, in un’amichevole contro il Giappone, a Tokyo: il risultato è di 15-2 per le Filippine, vittoria che rimarrà la più grande di sempre nella storia del paese.
Ma dopo questi brevi anni di successo, il calcio filippino inizia una fase declinante che porterà prima a una sconfitta record contro lo stesso Giappone per 15-0 il 27 settembre del 1967, e poi all’ultimo posto nel Ranking FIFA, nel settembre 2006.
Tutti gli anni trascorsi erano stati intervallati da ulteriori sconfite, alcune delle quali molto pesanti, come il 15-1 subito contro la Malesia nel 1962, oppure il 9-0 dalla Thailandia ai Giochi dell’Asia dell’Est del 1999.
Inoltre il campionato non si era disputato con regolarità, anzi: ci sono stati anche intervalli di 12 anni tra una stagione e l’altra (ad esempio tra il 1968 e il 1980).

La Philippine Football Federation, per cercare di far riemergere la nazionale, prese seriamente l’iniziativa nel 2006 e decise di rifondare radicalmente il calcio nel paese: un progetto a lungo termine che avrebbe dovuto risollevare dal baratro la squadra facendola diventare una delle nazioni più competitive del panorama est asiatico.

Per prima cosa fu fondato un campionato semi-professionistico che potesse garantire un numero di giocatori di livello tecnico accettabile per la nazionale: tale campionato prese via nel 2008 sotto il nome di LBC United Football League, competizione a cui partecipano 16 squadre, 8 nella in prima divisione e 8 nella seconda.

Dopo la creazione del campionato, tutti gli sforzi sono stati concentrati sulle competizioni continentali della nazionale: il primo obiettivo era ottene la qualificazione alla Coppa dell’Asia dell’Est del 2007.
La squadra riuscì ad ottenere il risultato sperato: grazie alla naturalizzazione di alcuni giovani stranieri(su tutti i fratelli Younghusband che all’epoca giocavano nell’Academy del Chelsea) la squadra ottenne 3 vittorie in 4 partite di qualificazione, tra cui un 7-0 a Timor Est.
Nel girone della competizione vera e propria le Filippine riescono a strappare un punto, ottenendo uno 0-0 contro il Myanmar e due sconfitte (entrambe per 0-4) contro Malesia e Thailandia.
Le performance però non soddisfacerono in toto la federazione, che si aspettava qualcosa di più e decise allora di esonerare l’allenatore Aris Caslib e di non partecipare alle qualificazioni dei mondiali del 2006 e del 2010, per prepararsi meglio a quelle delle edizioni successive.
Il progetto, alla fine, ebbe successo: difatti la nazionale è riuscita a qualificarsi nell’AFC Challenge Cup del 2012, competizione a 8 squadre il cui vincitore si qualificherà alla Coppa d’Asia del 2015, che si terrà in Australia.
Ma non solo: la squadra ha raggiunto le semifinali della Suzuki Cup, competizione riservata alle squadre asiatiche dell’Est, perdendo in semifinale contro l’Indonesia per 1-0, paese ospitante della manifestazione, davanti ad oltre 70,000 spettatori.
Nel frattempo però è arrivato il momento più aspettato dal paese,le partite di qualificazione ai Mondiali.
La doppia sfida del primo turno preliminare è contro lo Sri Lanka, con gara d’andata in trasferta.
Per l’occasione, la nazionale filippina ha arruolato tantissimi giocatori provenienti dall’Europa, sfruttando la nuova FIFA del 2009: il livello tecnico della squadra è notevolmente migliorato.
La partita a Colombo (capitale dello Sri Lanka) termina con sull’1-1, ma il ritorno è tutt’altra storia: 4-0 per le Filippine a Manila, davanti ad oltre 12,500 spettatori.
E’ la prima vittoria in una qualificazione mondiale per il paese.
Nel secondo turno gli “Azkals” vengono sconfitti due volte dal Kuwait, 3-0 in trasferta e 2-1 a Manila(rete di Schrock per i padroni di casa). Ma ciò nonostante la nazionale ha mostrato un livello di gioco mai visto prima d’ora, segno incoraggiante per il roseo futuro calcistico del paese.

I CALCIATORI

La nazionale attuale è indiscutibilmente la più forte di sempre, poiché è formata da molti calciatori proveniente dall’Europa, quasi tutti naturalizzati. I più importanti sono Neil Etheridge, portiere del Fulham; Paul Mulders dell’ADO Den Haag; Michael Ott e Stefan Schrock, che giocano nella 2.Bundesliga rispettivamente con Ingolstadt e Greuther Furth; Jerry Lucena, che milita nell’Aarhus, nella massima divisione danese e Phil e James Younghusband, fratelli che hanno trascorso diversi anni nell’Academy del Chelsea.
La stella è però il 18enne dell’Amburgo Kevin Ingreso, già membro stabile della prima squadra del club tedesco.

Pubblicato il agosto 16, 2011 su National Teams. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Schrock al momento è il miglior calciatore della 2. Bundesliga in base alle medie voto

  2. Non Sono naturalizzati….loro hanno la madre filipina…hanno sangue filippine…cmq bell’articolo….:)…

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