Il talento della settimana: Ryo Miyaichi

Come si può diventare calciatori professionisti senza aver mai giocato in una squadra di club, nemmeno dilettantistica? Ve lo spieghiamo presentandovi e raccontandovi la storia di Ryo Miyaichi, il portentoso talento giapponese a cui è dedicata la nostra rubrica settimanale sui giovani più interessanti del panorama asiatico.

Nome: Ryo Miyaichi

Dati anagrafici: Aichi (Giappone), 14/12/1992

Nazionalità: giapponese

Ruolo: ala sinistra

Club: FC Arsenal

Biografia:

Ryo proviene da una famiglia di sportivi, con il padre che è un ex giocatore ed allenatore di baseball, e il fratello Tsuyoshi un calciatore. Ha incominciato a giocare a calcio entrando nella squadra della sua scuola elementare, in un paesino vicino alla città di Nagoya, ed ha continuato a militare nelle franchigie scolastiche anche da ragazzo, nella Chukyodai Chukyo High School. Con la squadra della sua scuola superiore partecipa all’All Japan High School Soccer Tournament, dove però viene immediatamente eliminato al primo turno. Le sue performance però ingolosiscono il commissario tecnico dell’u17 giapponese Yutaka Ikeuchi, che porta Ryo al Mondiale dei suoi coetanei in Nigeria nel 2009.
Dopo aver impressionato nella competizione, l’Arsenal gli offre una serie di provini che supera brillantemente, ed il 31 gennaio 2011 Ryo firma il suo primo contratto di professionista, alla corte di Wenger, che lo ha strappato da un’agguerritissima concorrenza.
Qualche giorno (diciamo pure qualche ora) dopo viene mandato in prestito al Feyenoord, dove debutta il 5 febbraio contro il Vitesse giocando tutti i 90 minuti, venendo eletto man of the match. Il suo primo goal con la maglia degli olandesi arriva poco più tardi, contro l’Heracles Almelo. Il 17 aprile sigla la sua prima doppietta nel 6-1 al Willem II.
I tifosi ed i media olandesi l’hanno soprannominato Ryodinho, per le sue somiglianze tecniche (con le dovute proporzioni ovviamente, vista l’età) con Ronaldinho.
In questa stagione Ryo fa parte della prima squadra dell’Arsenal, con cui ha debuttato in League Cup contro lo Shrewsbury Town (e ha già incantato i tifosi, per le sue giocate contro il Bolton, sempre in League Cup). Con i Gunners è stato anche in panchina nel preliminare di Champions League vinto ai danni dell’Udinese.
Curiosità: la federazione inglese (FA) inizialmente non aveva garantito al giovane nipponico il permesso di lavoro per poter giocare in Premier League, ma dopo diversi appelli dell’Arsenal e della Japan Football Association, il 9 agosto il permesso viene ottenuto, in quanto “talento eccezionale”.

Caratteristiche tecniche:

Tecnicamente è il miglior talento in circolazione nell’intero panorama nipponico, e non a caso è stato paragonato a Ronaldinho, e definito il Messi del Giappone.
E’ un giocatore molto creativo, dotato di una grande inventiva, che riesce a sfruttare a pieno grazie alle doti tecniche, anch’esse davvero eccezionali: in dodici presenze al Feyenoord ha siglato 3 reti e assistito 5 volte i suoi compagni, mostrando anche un’impressionante continuità di rendimento per la sua età.
Principalmente occupa la posizione di ala sinistra, ma è abile anche a giocare sul versante opposto, o dietro le punte, anche se questo ruolo gli limita il dribbling e le accelerazioni, le sue chiave vincenti, che gli permettono senza troppi problemi di saltare l’uomo.
Da annotare anche una spiccata visione di gioco, che mischiata alla sua tecnica gli permette di passare il pallone con precisione.
Insomma, trovare dei calciatori così giovani e così dotati è veramente difficile. Ed è per questo che, davanti a lui, si prospetta un futuro pieno di soddisfazioni.

Carriera internazionale:

A livello giovanile ha giocato con le selezioni u17 (5 presenze e 2 reti) e u19 (8 presenze e una rete) del Giappone, mentre non è ancora arrivata la chiamata dalla selezione maggiore di Zaccheroni. Va bene, ci vorrà tempo, non dimentichiamo che ha ancora 18 anni, e che i Samurai Blu lì davanti sono pieni di gente: c’è chi scalpita per tornare su livelli della passata stagione (Kagawa), chi non smette più di segnare (Havenaar), chi ha trovato finalmente il giusto adattamento al calcio europeo (Okazaki). Insomma, il buon Ryo dovrà ancora aspettare un pò. Ma col talento che si ritrova, appena avrà l’opportunità di giocare con regolarità nel suo club (che sia l’Arsenal, o altrove in un eventuale prestito), sarà difficile, se non impossibile per Zac, lasciarlo fuori.

A cura di Christian Rizzitelli

Pubblicato il novembre 2, 2011 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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