Thailandia, l’exploit continua anche a livello giovanile

Dal completo anonimato fino allo strapotere nell’Asia dell’Est, e pronta ad estenere il proprio dominio all’intero continente, in ogni fascia d’età.
Che la Thailandia negli ultimi mesi sia diventata una delle nazionali asiatiche più emergenti ed interessanti è cosa ormai nota, ma che le potenzialità dei giovani che costituiranno la nazionale del futuro siano di gran lunga superiori a quelle della Thailandia senior attuale, forse no.
Infatti entrambe le selezioni giovanili (u16 e u19) si sono qualificate alle rispettive Coppe d’Asia disintegrando letteralmente i propri avversari. E non si trattava di squadre materasso, in ballo c’erano anche nazionali di primissima fascia per il continente.

L’U16: tanto entusiasmo e goal a valanga

Storicamente la nazionale u16 è stata la migliore degli elefanti, con due qualificazioni consecutive ai mondiali di categoria, nel 1997 e 1999.
Dire che la storia potrebbe ripetersi è ancora prematuro, poiché c’è tutta la Coppa d’Asia (le cui semifinaliste taccano il pass per il mondiale) da giocare; ma le premesse lasciano molte speranze.
La baby Thailandia ha concluso il gruppo di qualificazione con 5 vittorie su 5, 15 punti, 28 reti segnate e 6 subite.
La prima vittima è stata l’Australia: i molto più quotati canguri sono stati sconfitti per 3-2 in rimonta: bellissima soprattutto la rete del parziale 3-1 della Thailandia firmata da Puangbut, attaccante che è andato a segno in tutte le partite di qualificazione disputate, nonché stella della squadra insieme al compagno di reparto Sittichok Kannoo, brevilineo esplosivo.
La seconda partita non fa testo, dato che il Guam non può essere considerato un avversario in grado di dare indicazioni rilevanti: l’11-0 finale (ben 5 reti di Kannoo) è anche un punteggio ingannevole, poiché (come accade spesso in questi casi) la Thailandia ha smesso di giocare nella ripresa, a risultato ormai acquisito.
Più complicata la terza partita, contro i rivali del Myanmar. Non che i birmani siano fenomeni, anzi, ma trattandosi di un derby, la gara è stata ad alta intensità ed agonismo. Alla fine finisce 4-1, con due gol dei thailandesi segnati da calcio di rigore.
Il quarto match vedeva come avversario l’Indonesia. Nei momenti successivi ai sorteggi, si pensava che questo sarebbe stato il dentro o fuori per decidere chi delle due avrebbe ottenuto la seconda piazza disponibile, avendo ipotizzato che l’Australia avrebbe vinto a mani basse. Ma con i Joeys (così viene chiamata l’Australia u17) sconfitti nella prima gara, l’importanza del match è diventata relativa: anche in caso di sconfitta, sarebbe bastato sconfiggere Hong Kong (che non vale il Myanmar) per qualificarsi.
Ma la Thailandia non ha voluto regalare nulla nemmeno questa volta: l’Indonesia è sconfitta per 4-1: doppietta di Kannoo, poi Puangbut e gol di Mapern. Gli indonesiani finiscono in 9 uomini, in una gara spettacolare.
A giochi ormai fatti, serve solo sconfiggere, per chiudere a punteggio pieno, il modesto Hong Kong, l’unica squadra capace di subire un gol dal Guam. Finisce 6-2, con quattro delle sei reti firmate, tanto per cambiare da Kannoo, che finisce con l’incredibile cifra di 12 reti in 5 partite: se togliamo le 5 realizzate al Guam, sono comunque 7 in 4 gare. Non male.

Classifica:

Thailandia 15
Australia 12

Indonesia 9
Myanmar 6
Guam 0

N.B. in corsivo le squadre qualificate

L’U19: mai squadra fu più sottovalutata

Un compito molto più arduo tocca invece alla selezione u19, che deve vedersela, in un girone che sembra già scritto, con Giappone, Corea del Sud, Taipei Cinese e ancora Guam.
La prima partita è quella decisiva. Assodato che il primo posto apparterrà al Giappone, o si sconfigge la Corea del Sud, o il sogno rimarrà nel cassetto. La Thailandia, però, gioca una partita che per intensità e abnegazione non ha precedenti. Se queste poi vengono abbinate alla tecnica (vedi Thitipan, Chanatip, Panrmpak), poi, il gioco è fatto. E infatti la Corea del Sud è affondata da un gol pazzesco, il migliore di tutte le partite di qualificazione: il mediano Thitipan Puangjan sferra un destro da 35 metri che s’insacca all’incrocio dei pali, dove Ham Seom Kim (portiere coreano) non può arrivare. C’è da dire che in partita i thailandesi avevano provato spesso a calciare dalla distanza, segno di grande consapevolezza nei propri mezzi.

Qua il gol:

Superato l’ostacolo principale, alla squadra di Somchai Choybonchum bastava sconfiggere Taipei e il Guam. I primi vengono superati 1-0 con gol all’80’ di Panrmpak, dopo un assedio durato una partita intera.
I secondi, come per l’u16, sono una pura formalità: finisce 13-0, con 4 reti di Panrmpak e 3 di Jaturong.
A qualificazione ottenuta, arriva l’avversario più ostico, il Giappone.
Ma la Thailandia, contro Kubo e compagnia, mostra veramente di aver raggiunto un altro livello: la partita non è bellissima, ma estremamente equilibrata, come mai s’era visto tra queste due nazionali. Finisce 0-0, e la Thailandia chiude il girone con 10 punti in 4 partite, 15 gol segnati e 0 subiti. Vediamo se il muro invalicabile durerà anche nella Coppa d’Asia, che potrà sancire definitivamente l’inizio di una nuova era per il calcio thailandese.

Classifica:

Thailandia 10
Giappone 7
Corea del Sud 6
Taipei Cinese 0
Guam 0

Da giocare:
Corea del Sud – Giappone
Guam – Taipei Cinese

A cura di Christian Rizzitelli

Pubblicato il novembre 7, 2011, in National Teams, Stars of the Future con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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