Inter, andiamo a conoscere gli avversari della tournée in Indonesia

Verso la fine di maggio, l’Inter di Claudio Ranieri partirà per l’Indonesia con destinazione Jakarta per disputare una serie di amichevoli contro delle selezioni locali, come ultimo appuntamento della stagione. E’ un’occasione irripetibile per i tantissimi sostenitori della Beneamata di nazionalità indonesiana, perchè per la prima volta potranno confrontarsi da vicino con i loro beniamini. Ma l’Inter, che avversari si troverà di fronte? E il popolo nerazzurro, che cosa deve aspettarsi da questa strana ma avvincente tournèe?

Indonesia, una nazione che vive per il calcio, ma…

Da diversi anni a questa parte il calcio ha seminato tutti gli altri sport per popolarità e passione tra il popolo indonesiano. Si potrebbe benissimo dire che l’Indonesia è un paese che vive per il calcio, e in certi casi lo dimostra anche troppo platealmente (è sovente vedere incidenti sugli spalti tra le tifoserie). Ma ciò nonostante, il Team Garuda (così la nazionale viene soprannominato dai supporters) e i vari club non hanno mai ottenuto risultati degni di nota, nè sembrano sulla strada giusta per provare a strappare qualche successo. Infatti tra questioni politiche (addirittura esistono due campionati di prima divisione con due federazioni totalmente distaccate l’una dall’altra!), mancanza di strutture adeguate, soldi spesi male e completa inesistenza di progetti a lungo termine su basi solide, l’Indonesia continua a sprecare il proprio patrimonio umano collezionando delusioni. Ultime in ordine cronologico la sconfitta in finale contro gli acerrimi rivali della Malesia nei SEA Games (competizione giocata in casa, fra l’altro) e l’en plein di 5 ko su 5 partite nel terzo turno di qualificazione ai Mondiali in Brasile.

Gli avversari: la nazionale e la selezione Best XI

Nella sua tournèe l’Inter giocherà due partite: la prima contro la nazionale indonesiana (non si è ancora ben capito se la nazionale maggiore, o under 23), la seconda contro una selezione dei migliori calciatori del campionato (sarebbe più corretto dire “campionati”) locale.
Sono entrambe due partite semplici sulla carta, anche se l’atmosfera dello stadio in cui disputeranno gli incontri, il Gelora Bung Karno Stadium, impianto da 88,000 posti capace di creare un’atmosfera incredibile in ogni circostanza, può sempre risultare una fattore a favore degli uomini Aji Santoso.
L’avversario più ostico dei due è sicuramente la selezione dei migliori undici del campionato, che comprenderà diversi giocatori stranieri, soprattutto africani, australiani ed europei a fine carriera.

Andik Vermansyah: il Messi indonesiano

L’unico giocatore che potrebbe creare problemi all’Inter è il giovane Andik Vermansyah, conosciuto in patria come il Messi d’Indonesia.
L’accostamento, sebbene molto azzardato, rispecchia notevolmente la considerazione che i media locali e gli appassionati del calcio indonesiano hanno sul ragazzo classe ’91.
E’ il classico giocatore molto stile-sudamericano, rapido con la palla tra i piedi, veloce in accelerazione, minuto fisicamente, brevilineo e molto tecnico con entrambi i piedi.
Nell’ultima sessione di mercato, che a breve si concluderà, è stato oggetto d’interesse di squadre come Benfica, Porto, Los Angeles Galaxy e Novara. Potrebbe trattarsi del primo, vero, espatriato calciatore indonesiano in Europa (l’altra speranza è il 18enne Arthur Irawan, attualmente nella Cantera dell’Espanyol), anche se il suo status di extracomunitario è un ostacolo difficile da superare che lo costringe a rimanere al Persebaya Surabaya. E viene anche da sorridere se pensiamo che il miglior talento del paese da bambino vendeva ghiaccio per le strade per potersi permettere di realizzare il suo sogno.

Una terra fertile per il marketing

L’Indonesia è una terra molto fertile per il marketing delle migliori società calcistiche europee. Rare amichevoli del genere vengono viste come eventi nazionali per poter dimostrare all’Europa il proprio valore e per permettere ai fans di osservare da vicino e dal vivo i loro idoli. Ma come l’Indonesia, anche altri paesi dell’ASEAN (il Sudest asiatico) calzano a pennello sotto quest’aspetto, come Thailandia e Malesia. Organizzare più spesso eventi del genere porterebbe benefici da ambo le parti. Che sia l’inizio di una lunga serie?

A cura di Christian Rizzitelli

Pubblicato il gennaio 30, 2012, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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