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Il talento della settimana: Marco Rojas

Il ragazzo su cui puntiamo i fari questa settimana è un giovanissimo esterno offensivo mancino che con delizie tecniche di prima qualità ha incantato tutti i fan dell’A-League la passata stagione.
Neozelandese di passaporto, cileno di origine: e proprio ad uno strepitoso calciatore cileno viene continuamente paragonato in patria (e non solo): stiamo parlando di Alexis Sanchez.
Forse Rojas non arriverà a giocare nel Barcellona come il Nino Maravilla, ma le potenzialità per una carriera nel calcio che conta in Europa non mancano, anzi. Gli scout e osservatori farebbero bene a segnarsi sui loro taccuini questo nome, perchè ne sentiremo parlare.

Nome: Marco Rojas:

Dati anagrafici: Hamilton (Nuova Zelanda), 5/11/1991

Nazionalità: neozelandese

Ruolo: ala sinistra, trequartista

Club: Melbourne Victory

Biografia:

Il nostro Marco diventa un calciatore professionista a soli 17 anni dopo aver superato un provino vinto tramite un concorso con il forum ufficiale dei tifosi del Wellington Phoenix, squadra dell’A-League.
In precedenza aveva militato nel Waikato FC, squadra della ASB Premiership, il campionato semi-professionistico neozelandese.
Nella sua prima stagione gioca poco (solo quattro brevi apparizioni), ma nella seconda (2010/2011) esplode il suo talento e diventa la stella della squadra, nonchè uno dei calciatori più temuti dell’intero campionato. Finirà la stagione con 17 presenze e 2 reti.
Le sue performance portano diversi club europei di campionati di prima fascia ad interessarsi al giovane fenomeno dei Phoenix, ma Marco preferisce aspettare prima di fare il grande passo, firmando un biennale per un’altra squadra dell’A-League, il Melbourne Victory, non dopo un addio in circostanze piuttosto controverse.
Debutta con il Melbourne l’8 ottobre nella prima giornata di campionato contro il Sydney.

Caratteristiche tecniche:

Marco è un’ala sinistra, estremamente veloce e molto dotato tecnicamente, che fa del dribbling la sua qualità principale.
Come già detto, ricorda per caratteristiche Alexis Sanchez: calciatore brevilineo, rapidissimo, bravissimo a creare superiorità numerica: in un campionato fisico come l’A-League giocatori di questo tipo fanno pesantemente la differenza.
All’occorrenza Rojas è stato schierato anche come trequartista, ma la posizione centrale limita le sue doti di corsa, davvero impressionanti.
E’ stato conosciuto dal grande pubblico dopo una performance da man of the match contro il Melbourne Victory l’annata passata: oltre all’assist dell’uno a zero (un cross delizioso per la testa di Macallister) e alla rete del raddoppio, Rojas è stato una zanzara fastidiosissima, imprendibile un tormento continuo per le difesa avversaria. E da lì, è stato un crescendo continuo, segno anche di aver acquisito consapevolezza nei propri mezzi. Anche in nazionale, in un amichevole contro l’Australia, ha quasi umiliato il suo avversario di corsia, l’esperto Wilkshire, facendosi notare per esplosività e movimento.
Insomma, le doti per sfondare e per diventare uno dei calciatori neozelandesi più forti di sempre ci sono tutte, gli serve solo un pò più di continuità, dato che come molti giocatori a lui simili, tende a scomparire un pò troppo spesso a partita in corso.

Carriera internazionale:

Rojas ha disputato con la sua nazionale i recenti Mondiali Under20 in Colombia, giocando però relativamente poco e condizionato da un infortunio subito durante la preparazione della competizione. Ma il suo segno l’ha comunque lasciato, con l’assist a Bevin nel gol del momentaneo 1-0 nella partita contro l’Uruguay. Con gli Young All Whites ha chiuso con un totale di 4 reti in 7 presenze.
Giocatori in Nuova Zelanda con un talento simile è difficile trovarne, così, dopo nemmeno 15 partite da professionista, il ct Ricki Herbert l’ha fatto debuttare nell’amichevole di marzo pareggiata 1-1 contro la Cina.
Insieme a Chris Wood del West Bromwich (autore di 8 reti in 9 partite in Championship in prestito al Birmingham City) è la più grande speranza del paese per provare a raggiungere la qualificazione a Brasile 2014. Ora la palla passa a Marco, sperando che sia capace di mantenere tutte le promesse che il paese kiwi ha riposto in lui.


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Le grandi a fatica, le piccole impressionano

Questo primo turno del terzo round di qualificazione verso Brasile 2014 ha riservato diverse sorprese, con alcune imprese, clamorose, sfiorate.
Australia, Giappone,Uzbekistan e Cina sono partite tutte con i favori del pronostico, ma hanno dovuto faticare parecchio, molto più di quanto ci si aspettasse, prima di ottenere i tre punti.
Ma andiamo per ordine, partendo dal gruppo A, quello formato da Cina, Giordania, Iraq e Singapore.

GRUPPO A:

Cina – Singapore 2-1 33’Duric 69’Zheng Zhi (rig) 73’Yu Hai

Iraq – Giordania 0-2 43′ Abdel Fattah 47’Deeb

CLASSIFICA:

Giordania 3
Cina 3
Singapore 0
Iraq 0

La Cina ha oltremodo sofferto in un match facile sulla carta, contro il modesto ma combattente Singapore. Gli ospiti si sono portati in vantaggio grazie ad un gol del 41enne sempreverde Aleksandar Duric, in contropiede. I padroni di casa hanno incominciato ad assediare l’area avversaria, ma Singapore si difendeva bene, lottando con i denti. Quando i giochi stavano per farsi veramente complicati, ci ha pensato l’ex Birmingham e Celtic, Zheng Zhi, a cambiare la partita, dopo il suo ingresso a nella ripresa; prima ha siglato il rigore dell’1-1 (69′), e poi ha propiziato l’azione del gol del 2-1 segnato al 73′ da Yu Hai.
Nell’altro match impresa della Giordania, che espugna con un secco 2-0 il campo dell’Iraq, grazie alle reti al 43′ di Abdal Fatteh e al 47′ di Deeb, entrambi giocatori dell’Al Wahdat, confermando quanto ciò di buono aveva fatto vedere nell’ultima Coppa d’Asia.
L’Iraq è stato molto sfortunato, avendo colpito due traverse, ma la vittoria degli ospiti è assolutamente meritata, avendo attaccato dall’inizio e mostrandosi sempre pericolosi, soprattutto con Deeb, man of the match dell’incontro.

GRUPPO B:

Corea del Sud – Libano 6-0 8′ Park 46’Park 66’Ji 67’Park 82’Kim Jung Woo 85’Ji

Emirati Arabi Uniti – Kuwait 2-3 7’Nasser 51’Al Mutwa 65’Nasser 84’Al Hammadi 89’Khalil

CLASSIFICA:

Corea del Sud 3
Kuwait 3
Emirati Arabi Uniti 3
Libano 0

Nel gruppo B facile la vittoria della Corea del Sud contro il Libano. Un 6-0 senza storie, caratterizzato dalla tripletta del neo acquisto dell’Arsenal, Park Chu Young, e dalla doppietta del giovane attaccante del Sunderland, Ji Dong Won.
Non c’è molto da dire se non che dopo il primo tempo, conclusosi sul 2-0, il Libano ha avuto qualche chance di riaprire l’incontro, ma il 3-0 dei coreani ha spento ogni speranza dei libanesi che poi hanno subito l’imbarcata.
Nell’altro match, decisamente più equilibrato sulla carta, il Kuwait ottiene un’importantissima vittoria contro i rivali del golfo degli Emirati Arabi. La doppietta del giovane Nasser (sono già 17 le sue reti in nazionale, in 24 presenze) e la rete di Al Mutwa spianano la strada agli ospiti che devono però soffrire, in un finale al cardiopalma, il ritorno dei padroni di casa, a cui però non bastano i gol di Al Hammadi e del solito Khalil.

GRUPPO C

Giappone – Corea del Nord 1-0 94’Yoshida

Tajikistan – Uzbekistan 0-1 72’Shatskikh

CLASSIFICA

Uzbekistan 3
Giappone 3
Corea del Nord 0
Tajikistan 0

Il gruppo della morte si apre con due vittorie di misura, estremamente sofferte, delle favorite Uzbekistan e Giappone.
La squadra di Zaccheroni domina l’intero incontro, nonostante le diverse assenze (su tutte quella di Keisuke Honda, che starà fuori 3 mesi per un recente infortunio al ginocchio) domina l’incontro, giocando una gara molto paziente: gli sforzi dei Blue Samurai alla fine sono premiati dal colpo di testa di Yoshida, difensore che gioca in Olanda nel VVV Venlo, al 94′.
Anche l’Uzbekistan, che giocava contro il Tajikistan, ammesso al turno successivo dopo la squalifica della Siria, ha dovuto fatica parecchio. La vittoria è arrivata grazie al gol dell’attaccante Shatskikh a circa un quarto d’ora dal termine, dopo che i padroni di casa avevano resistito agli assati degli ospiti in maniera piuttosto egregia.

GRUPPO D

Australia – Thailandia 2-1 14’Dangda 58’Kennedy 86’Brosque

Oman – Arabia Saudita 0-0

CLASSIFICA

Australia 3
Arabia Saudita 1
Oman 1
Thailandia 0

Tremendamente sofferta la vittoria dei Socceroos contro l’apparente cenerentola Thailandia. Gli uomini di Osieck, dopo essere passati in svantaggio per un magistrale contropiede degli “elefanti” capitalizzato da un bel sinistro al volo dalla stella Teerasil Dangda, hanno incominciato un lunghissimo assedio, ma sterile, dato che la Thailandia si rinchiudeva con 11 uomini dietro la linea della palla e lasciava pochissimi spazi ai Socceroos. Nella ripresa l’impetuosità degli attacchi dei padroni di casa è aumentata, e la tanto cercata rete del pari è arrivata al 58′ con Kennedy, che sfrutta un errore del quasi perfetto Hathairattanakool, che sostituiva l’infortunato Thammasatchanan. All’86’ poi arriva anche il gol del 2-1 segnato da Brosque, dopo una mischia. Una vittoria di cuore, per gli Aussies, ma troppo stentata: “It feels like a loss”, dirà poi Schwarzer, in un’intervista.
L’altro match tra Oman e Arabia Saudita si conclude sullo 0-0, risultato più positivo per i padroni di casa che per gli ospiti, che dovranno vincere contro l’Australia nel secondo turno per non complicarsi la vita in queste qualificazioni. Il 4-3-3 classico stile dutch degli uomini di Rijkaard non è sembrato funzionare a dovere.

GRUPPO E

Iran – Indonesia 3-0 53’Nekounam 74’Nekounam 87’Teymourian

Bahrein – Qatar 0-0

CLASSIFICA

Iran 3
Qatar 1
Bahrein 1
Indonesia 0

L’Iran ottiene una netta vittoria, più difficile del previsto, contro l’Indonesia, grazie alla doppietta del suo capitano Javad Nekounam, e alla rete dell’ex Fulham, Teymourian.
Il primo tempo si è concluso sullo 0-0, con un’Indonesia piuttosto solida: nella ripresa però, due colpi di stessa da due calci piazzati dello stesso Nekounam hanno tagliato le gambe ai Garuda, che hanno subito nel finale il terzo gol, dopo una bella manovra corale.
Si conclude sullo 0-0 il derby arabo tra Bahrein e Qatar, con i padroni di casa che partivano favoriti e che hanno dominato larga parte dell’incontro, senza però riuscire a trovare la rete sperata: due punti persi per la squadra di Peter Taylor.

A cura di Christian Rizzitelli

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