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The A-League is back

Dopo oltre sei mesi di estenuante attesa, riparte la Hyundai A-League, più semplicemente A-League, il campionato di calcio australiano che stagione dopo stagione si sta rivelando sempre più interessante e competitivo a livello internazionale.
Quest’anno la stagione inizierà solo questo fine settimana per permettere alle squadre di arrivare in forma alla Asian Champions League, che ogni anno si disputa in prossimità del termine della regular season.

I Nuovi Arrivi

L’A-League che verrà porta con sé il nome di quello che è ritenuto il più grande calciatore di sempre del paese, e per molti si tratta anche del miglior acquisto che lo sport australiano abbia mai fatto. Naturalmente sto parlando di Harry Kewell, che ha firmato un triennale con il Melbourne Victory facendo letteralmente impazzire i fans (ben oltre 4,000 presenti al suo arrivo in aeroporto) e mettendo in rilievo tra i media locali l’A-League come non era mai successo prima d’ora.
Kewell è considerato un vero e proprio eroe in patria, il suo arrivo è molto più di un semplice acquisto di calciomercato: porterà tantissimi tifosi negli stadi (previsto il tutto esaurito nel match d’apertura a Melbourne contro il Sydney, e già venduti tutti i biglietti della seconda gara del Victory ad Adelaide), aumenterà l’importanza del calcio nel paese dal punto di vista mediatico e gerarchico sportivamente parlando, perchè è un uomo marketing, un po’ come David Beckham nei Los Angeles Galaxy, e delizierà il pubblico con tocchi di classe che nelle sei stagioni precedenti dell’A-League non s’erano mai visti, a conferma del costante miglioramento tecnico della competizione.
Ma non c’è solo Kewell ad aggiungere qualità all’A-League: ci sono anche Emerton, messo sotto contratto dal Sydney dopo 8 stagioni al Blackburn in Premier League, Vidosic che va all’Adelaide dopo l’esperienza a Norimberga e altri nomi di tutto rispetto come Maceo Rigters, Liam Miller (ex Manchester United), Jonathan Germano dall’Estudiantes.
E anche calciatori con storie particolari ma affascinanti, come i due giocatori della nazionale dell’Eritrea, Ambes Yosief e Samuel Tesfagabr, ingaggiati dal Gold Coast United mentre soggiornavano con lo status di rifugiati in Australia, dopo essere scappati dal loro paese per le continue guerre civili.

La squadra da battere

Per la prima volta nell’A-League ci sarà una squadra da battere.
Stiamo parlando del Brisbane Roar, una macchina infernale capace di demolire ogni record possibile nella storia di questo sport in Australia durante la passata stagione.
Il “Roarcelona” (come viene definito da quelle parti) ha perso tanti calciatori chiave nell’incredibile successo dell’anno scorso, come McKay, Barbarouses, DeVere.
Ma nonostante questo i rimpiazzi (su tutti ottimi i colpi Jurman dal Sydney e l’ex Amburgo Besart Berisha) sembrano adeguati a sostituire i partenti e il Brisbane rimane la squadra favorita per il titolo, e non potrebbe essere altrimenti dopo il meraviglioso calcio mostrato dalla banda di Postecoglu, certamente il migliore di sempre visto in Australia.
La squadra più attrezzata per fronteggiare i leoni di Brisbane è il Melbourne Victory, ma bisognerà vedere come Kewell e soci reggeranno la pressione della caldissima piazza di Melbourne.
Possibili contendenti il sempre agguerrito Central Coast Mariners e l’Adelaide United, squadra diventata veramente forte dopo l’ottima campagna acquisti.

I talenti da seguire

Proviamo a fare una breve lista dei giovani talenti più interessanti e pronti ad esplodere in questa stagione.

Terry Antonis – 1993 – Sydney FC (mezz’ala destra, centrocampista offensivo)

Antonis è il miglior talento australiano dal punto di vista tecnico, le sue doti qualitative sono eccellenti (tant’è che fu acquistato dall’Everton, ma poi la FFA negò il trasferimento) e questa sembra essere la stagione della sua definitiva consacrazione dopo anni di attesa e di interesse (forse anche eccessivo) mediatico.
E’ dato come titolare nel Sydney, se regge fisicamente in futuro diventerà una stella per la nazionale australiana come poche se ne sono viste finora.

Mustafa Amini – 1993 – Central Coast Mariners (centrocampista offensivo)

Il giovane afro divenuto celebre in Australia dovrà aspettare la fine di ottobre per cominciare la stagione essendo stato vittima di un brutto infortunio qualche settimana fa, e avrà anche voglia di riscattarsi dopo il deludente Mondiale Under 20 disputato.
Le qualità del ragazzo sono indubbie (acquistato dal Borussia Dortmund di Klopp quest’estate,è in prestito ai Mariners per farsi le ossa prima del grande passo), è arrivato il momento di mostrarle con continuità per la definitiva maturazione.

Mark Birighitti – 1991 – Adelaide United (portiere)

Vedere che questo ragazzo estremamente talentuoso farà ancora il secondo dietro un comunque ottimo portiere come Galekovic fa rabbia.
Birighitti ha le potenzialità per fare una carriera sui livelli di quella di Schwarzer (e non è un’esagerazione), ma ha l’età che gioca a suo sfavore, e probabilmente dovrà aspettare un altro anno prima di poter esplodere.
Ma nel caso l’occasione arrivasse, prepariamoci ad assistere alle sue prodezze, che lo hanno portato ad essere il migliore insieme ad Oar nella spedizione colombiana con la nazionale under 20. Insistentemente cercato in estate da Hannover e Kaiserslautern.

Ben Kantarovski – 1992 – Newcastle Jets (centrocampista difensivo)

Se Ben tre anni fa avesse accettato l’offerta del Bayern Monaco con ogni certezza sarebbe già su un palcoscenico di tutt’altro livello, ma il giovane centrocampista dei Jets dovrà aspettare ancora prima di confrontarsi con livelli superiori. Titolare in prima squadra da quando ha 16 anni, ha giocato solo 45 partite in 3 stagioni a causa di ripetuti infortuni, e non ha avuto ancora la chance di mostrare le sue qualità in modo continuativo. Si spera che questa sia l’annata buona.

Marco Rojas – 1991 – Melbourne Victory (ala sinistra, trequartista)

La stella neozelandese che non ha bisogno di presentazioni ha solo il dovere di confermare tutto ciò che di buono ha mostrato la passata stagione, ma dovrà farlo con una maglia diversa, e più pesante, quella del Melbourne Victory.
Se Kewell giostrerà sul centro come sembra, Rojas avrà tutta la corsia di sinsitra per formare un attacco stellare con l’ex Liverpool e i costaricani Solorzano e Hernandez.
Tra tutti quelli nominati finora, è il più pronto, sia per esperienza (già in nazionale maggiore) che per maturità mentale per il grande salto in Europa.

Chiudiamo il nostro preview mostrandovi il video di come l’A-League ci ha lasciato l’anno, con l’epica finale tra Brisbane Roar e Central Coast Mariners.

Il talento della settimana: Tommy Oar

Ho deciso di aprire una rubrica settimanale, dedicata ai talenti emergenti del continente asiatico, e anche oceanico. Il primo della lista è Tommy Oar, stella dell’Utrecht, da molti soprannominato come il nuovo Kewell.

Nome: Tommy Oar

Dati Anagrafici: Southport (Australia), 10/12/1991

Nazionalità: australiana

Ruolo: Ala sinistra

Club: FC Utrecht

Biografia:

Oar sigla il suo primo contratto da professionista a soli 16 anni nel 2008, col Brisbane Roar, squadra della A-League, campionato australiano.
Viene velocemente inserito nei ranghi della prima squadra, con la quale segna la sua prima rete alla seconda presenza in prima squadra (ancora minorenne), con uno splendido calcio di punizione di sinistro vincente al 91′ contro il Wellington Phoenix, dando già l’impressione di essere un predestinato.
La stagione in cui mette in luce il suo talento è quella seguente (2009-2010), in cui seppur giocando solo 18 partite, a causa di un brutto infortunio, viene votato miglior talento del campionato.
Oar attrae molto interesse soprattutto dall’Olanda, con Feyenoord e Utrecht: alla fine la spuntano i secondi, che oltre alla giovane stella acquistano altri due australiani sempre del Brisbane Roar, Sarota e Zullo, per una cifra complessiva di 1,8 milioni di euro.
Nel club olandese Oar fatica a trovare spazio in prima squadra nella sua prima stagione, collezionando in totale solo 13 presenze, soprattutto a causa di due brutti infortuni al ginocchio e a due mesi interi saltati per le qualificazioni al mondiale u20 con la nazionale di categoria, e per la Coppa d’Asia con quella maggiore.
La stagione successiva, quella appena trascorsa, è iniziata in maniera strepitosa, con Oar che sta sostituendo adeguatamente Mertens, partito per il PSV: infatti Tommy ha già segnato due goal (uno bellissimo contro il De Graafschap) e ne ha propiziati 3 con altrettanti assist. Ma non solo, è stato una costante spina nel fianco per gli avversari e ha vinto anche un premio “man of the match” contro il Roda.

Caratteristiche tecniche:

Tommy è un ragazzo di immenso talento, (come già riportato sopra) le speranze dell’intera Australia su di lui sono enormi, tant’è che è stato paragonato ripetutamente dai media per caratteristiche e movenze a Harry Kewell, ex stella del Liverpool e del Leeds.
In comune a Kewell, Oar ha un sinistro strepitoso, sotto ogni punto di vista: oltre a un’innata capacità di crossare, ciò che colpisce di lui sono il tiro da fuori e il dribbling: è specializzato nel battere calci di punizione (oltre al già citato goal contro il Wellington Phoenix, ha siglato anche il goal del torneo al Mondiale Under 20 in Colombia con un piazzato da oltre 30 metri contro l’Ecuador) ed è un rapidissimo dribblatore, la capacità di creare superiorità numerica è probabilmente il suo pezzo migliore.
Oar è un calciatore diverso fisicamente da Kewell (è alto solo 1,68 m), è più adatto a giocare in velocità nei moduli con tre punte , mentre Harry è più adatto al 4-4-2 stile british.
Essendo un ragazzo giovanissimo, sparisce per lunghi tratti dalla partita, è molto discontinuo. Ma questo difetto, che gli ha caratterizzato in negativo le poche presenze nella sua prima stagione all’Utrecht, sembra averlo colmato ora, nelle prime 7 partite giocate ha già fatto registrare due gol e tre assist, con una media voto altissima.
L’anno della sua consacrazione in Europa? E’ presto per dirlo, ma le premesse ci sono tutte.

Carriera internazionale:

Essendo un ragazzo speciale, ha bruciato le tappe in fretta, avendo già giocato due mondiali u20 (quello nel 2011 in Colombia da capitano, con 2 reti in 3 partite giocate vincendo il goal del torneo) ed essendo stato il più giovane australiano a debuttare in nazionale a 18 anni dopo (guarda caso?) Harry Kewell in una partita di qualificazione alla Coppa d’Asia contro l’Indonesia, il 3 marzo 2010 (sebbene fosse stato già convocato da Verbeek nel 2009), venendo votato migliore in campo.
Non ha disputato il mondiale in Sudafrica con i socceroos per pochissimo (escluso nella lista finale), ma è stato convocato per la Coppa d’Asia in Qatar.

A cura di Christian Rizzitelli

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