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A star in the making: interview with Nepal international sensation Rohit Chand

20-year-old centre-back Rohit Chand is by far Nepal‘s most promising talent in many years. He made headlines in his country when teams such as Arsenal, Tottenham Hotspur and Rangers showed interest in him after his sensational performance in the 1-1 draw against Jordan with the national team on the road to the 2014 World Cup.

1) When did you start playing football and how have you become a professional footballer so quickly in Nepal?

I started playing football at the age of 12. I used to play football in my home town Surkhet (a small town in Nepal). At the age of 13 I was selected in ANFA ACADEMY, the only football academy for youth players in the country. My tour in Iran with the U-16 national team in 2008 was the turning point of my career. At the age of 16 I was called up to the senior national team even though I hadn’t played any games both at club and U-19 team’s level. Getting a chance to serve my country helped me to start my professional football career quickly in Nepal.

2) Which are the biggest differences between playing in India and in Nepal?

I think the Nepal football league is still like at amateur level while the I-League is more like a semi-professional league. The I-League is far more better than the Nepalese one in both financial aspects and infrastructures.

3) Are you satisfied with your improvements as a footballer since playing in the I-League?

Of course I am well satisfied. I got good pitches, experienced coaches and more facilities to improve my football skills then in Nepal. Definitely I grabbed more improvements while playing in the I-league.

4) Do you think there are other Nepalese players who could play in the I-League?

Yes, I think there are some players in Nepal who have the deserving quality to play in the I-League. For example Sandip Rai, Bharat Khawas, Kiran Chemzong and Biraj Maharjan could all play in India’s top flight.

5) What can you reveal us about Lille, Rangers, Kettering Town, Tottenham and Arsenal’s interests in you?

If I got a chance for trials I would be very happy! Past is past…eheh.

6) Where would you like to play abroad?

My target is to play in Europe top fight’s clubs.

7) Why was Nepal’s AFC Challenge Cup campaign so disappointing?

Yeah it was quite disappointing for me and my country as well, probably because we had lack of friendly matches and because we didn’t have enough time to prepare well for the competition.

8) What are your best memories about former national team coach Graham Roberts?

Coach Graham Roberts is a fantastic person. He’s the best coach I’ve ever trained under. I will always remember his motivating speeches and his determination towards team’s work. Not only me but all the Nepalese people love him.

9) What has been your highlight of the season so far?

I think the hattrick against Pune Fc was the highlight of the season so far in the I-league for me.

10) What are your impressions about the current state of football in Nepal?

I think Nepalese football needs a grassroots level’s development. Nepal football is still lacking professionalism in coaches, players, marketing and technologies. It is in a developing phase.

11) What’s your aim of the season and of the career?

If possible I would like to play European football because my ultimate target is to play in Europe.

12) Who has been the best player you’ve played with until now? And the best you’ve played against?

Nepal international right-back Biraj Maharjan is the best player I have played with, and Maldives’ Ali Ashfaq is the best I have played against.

By Christian Rizzitelli 

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Qatar, esonerato Lazaroni. Ma sono altri i problemi da risolvere

Per la terza volta nell’anno solare, salta la panchina della nazionale del Qatar. La vittima questa volta è il brasiliano Sebastiao Lazaroni, che viene esonerato al termine dei deludenti Pan Arab Games, nei quali il Qatar è uscito al primo turno nel girone con Bahrein e Iraq, con i quali gli annabi non sono andati oltre due pareggi. Lazaroni conclude dunque la sua avventura con 10 partite disputate, 2 vinte, altrettante perse, e 6 pareggiate. Un rendimento non certo esaltante, ma la maggior parte delle colpe non sono da attribuire a lui.

Comprare i giocatori non basta

Inutile negarlo, la federazione qatariana, per rinforzare la nazionale, negli ultimi anni ha sfruttato tutto il denaro in suo potere, imponendo agli sceicchi dei club di ingaggiare calciatori stranieri da naturalizzare.
E’ il caso di Marcone, Lawrence Quaye, Mohammed Kasola, Sebastian Soria, Fabio Cesar Montezine e altri, ed il numero è destinato ad aumentare nel corso degli anni, soprattutto in vista del Mondiale del 2022. Questo perchè i calciatori locali non vengono reputati all’altezza di competizioni quali la Coppa d’Asia e le Qualificazioni Mondiali. E se un allenatore possiede solamente una manciata di giocatori di un certo livello, non gli si possono chiedere gli straordinari (i calciatori locali sono oggettivamente mediocri).
Anzi, il Qatar di Lazaroni non ha perso nemmeno una partita nel terzo turno verso Brasile 2014, e la possibilità di passare il turno è ancora più che mai viva. Esonerare un allenatore solamente per due pareggi contro Bahrein ed Iraq (che sono sullo stesso livello del Qatar, se non superiori), in una competizione quasi amichevole come i giochi panarabici, è stata chiaramente una decisione azzardata.

Investire nei giovani per nazionale e Qatari Stars League

Un difetto che accomuna tutte le nazioni arabe è l’insistenza di migliorare il livello del campionato locale offrendo proposte irrinunciabili a calciatori stranieri, spesso a fine carriera.
Se si vogliono migliorare le prestazioni della nazionale, è inutile continuare su questa linea. Bisogna investire sui giovani, organizzare settori giovanili che possano formare calciatori pronti una carriera di un livello accettabile, perchè se non fosse per gli stranieri presenti, la Qatari Stars League sarebbe come la nostra Lega Pro.
Esistono già molte accademie in Qatar, ma non bastano, perchè per permettere al paese di passare ad un next level entro un periodo abbastanza breve (ponendo come data di scadenza il tanto chiacchierato Mondiale del 2022), serve una crescita esponenziale del talento di base dei calciatori.

Esportare calciatori in Europa

Non esistono calciatori del Qatar che militano in campionati europei, giocano tutti nella Stars League locale.
La ragione che impedisce ai calciatori di abbandonare il Qatar è la stessa che ne attrae molti altri verso il paese del golfo: la profumatissima busta paga.
Tantissimi giocatori locali sono sopravvalutati e strapagati, e nessuno di questi riesce a rinunciare a così tanti soldi per una carriera sportivamente più competitiva, compromettendo la propria crescita calcistica ed eventuali miglioramenti. Come facilmente intuibile, questo problema coinvolge praticamente tutti i paesi arabi asiatici (uniche eccezioni Iran e Iraq).

I soldi sono controproducenti

La sintesi del discorso si può riassumere constatando che i soldi sono il male del calcio nel Qatar. Usati e spesi male, hanno effetti controproducenti, sia verso i risultati sportivi, che verso malcapitati come Lazaroni, Metsu e Rajevac (gli allenatori cacciati nel 2011), che non hanno margine di errore permesso, di fronte a tutte queste possibilità economiche a loro disposizione (sotto questo punto di vista calza a pennello anche la situazione di Rijkaard con l’Arabia Saudita).
Purtroppo la vittoria dell’Al Sadd nella Champions League asiatica non farà che cancellare ulteriori dubbi ed interrogativi su queste tematiche, evidentemente sottovalutate e trascurate. Per il bene del calcio nel paese, era meglio se avesse vinto qualcun’altro.

Il successore: in pole Jorge Fossati

Il più accreditato successore di Lazaroni è l’attuale tecnico dell’Al Sadd, l’espertissimo uruguaiano Jorge Fossati.
Fossati è un grande allenatore, e su questo non ci piove, ma come i suoi predecessori fallirà miseramente, se la mentalità e le intenzioni della federazione(che ricordiamo, è gestita dalla famiglia reale) non cambieranno in fretta.

A cura di Christian Rizzitelli

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