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Qatar, esonerato Lazaroni. Ma sono altri i problemi da risolvere

Per la terza volta nell’anno solare, salta la panchina della nazionale del Qatar. La vittima questa volta è il brasiliano Sebastiao Lazaroni, che viene esonerato al termine dei deludenti Pan Arab Games, nei quali il Qatar è uscito al primo turno nel girone con Bahrein e Iraq, con i quali gli annabi non sono andati oltre due pareggi. Lazaroni conclude dunque la sua avventura con 10 partite disputate, 2 vinte, altrettante perse, e 6 pareggiate. Un rendimento non certo esaltante, ma la maggior parte delle colpe non sono da attribuire a lui.

Comprare i giocatori non basta

Inutile negarlo, la federazione qatariana, per rinforzare la nazionale, negli ultimi anni ha sfruttato tutto il denaro in suo potere, imponendo agli sceicchi dei club di ingaggiare calciatori stranieri da naturalizzare.
E’ il caso di Marcone, Lawrence Quaye, Mohammed Kasola, Sebastian Soria, Fabio Cesar Montezine e altri, ed il numero è destinato ad aumentare nel corso degli anni, soprattutto in vista del Mondiale del 2022. Questo perchè i calciatori locali non vengono reputati all’altezza di competizioni quali la Coppa d’Asia e le Qualificazioni Mondiali. E se un allenatore possiede solamente una manciata di giocatori di un certo livello, non gli si possono chiedere gli straordinari (i calciatori locali sono oggettivamente mediocri).
Anzi, il Qatar di Lazaroni non ha perso nemmeno una partita nel terzo turno verso Brasile 2014, e la possibilità di passare il turno è ancora più che mai viva. Esonerare un allenatore solamente per due pareggi contro Bahrein ed Iraq (che sono sullo stesso livello del Qatar, se non superiori), in una competizione quasi amichevole come i giochi panarabici, è stata chiaramente una decisione azzardata.

Investire nei giovani per nazionale e Qatari Stars League

Un difetto che accomuna tutte le nazioni arabe è l’insistenza di migliorare il livello del campionato locale offrendo proposte irrinunciabili a calciatori stranieri, spesso a fine carriera.
Se si vogliono migliorare le prestazioni della nazionale, è inutile continuare su questa linea. Bisogna investire sui giovani, organizzare settori giovanili che possano formare calciatori pronti una carriera di un livello accettabile, perchè se non fosse per gli stranieri presenti, la Qatari Stars League sarebbe come la nostra Lega Pro.
Esistono già molte accademie in Qatar, ma non bastano, perchè per permettere al paese di passare ad un next level entro un periodo abbastanza breve (ponendo come data di scadenza il tanto chiacchierato Mondiale del 2022), serve una crescita esponenziale del talento di base dei calciatori.

Esportare calciatori in Europa

Non esistono calciatori del Qatar che militano in campionati europei, giocano tutti nella Stars League locale.
La ragione che impedisce ai calciatori di abbandonare il Qatar è la stessa che ne attrae molti altri verso il paese del golfo: la profumatissima busta paga.
Tantissimi giocatori locali sono sopravvalutati e strapagati, e nessuno di questi riesce a rinunciare a così tanti soldi per una carriera sportivamente più competitiva, compromettendo la propria crescita calcistica ed eventuali miglioramenti. Come facilmente intuibile, questo problema coinvolge praticamente tutti i paesi arabi asiatici (uniche eccezioni Iran e Iraq).

I soldi sono controproducenti

La sintesi del discorso si può riassumere constatando che i soldi sono il male del calcio nel Qatar. Usati e spesi male, hanno effetti controproducenti, sia verso i risultati sportivi, che verso malcapitati come Lazaroni, Metsu e Rajevac (gli allenatori cacciati nel 2011), che non hanno margine di errore permesso, di fronte a tutte queste possibilità economiche a loro disposizione (sotto questo punto di vista calza a pennello anche la situazione di Rijkaard con l’Arabia Saudita).
Purtroppo la vittoria dell’Al Sadd nella Champions League asiatica non farà che cancellare ulteriori dubbi ed interrogativi su queste tematiche, evidentemente sottovalutate e trascurate. Per il bene del calcio nel paese, era meglio se avesse vinto qualcun’altro.

Il successore: in pole Jorge Fossati

Il più accreditato successore di Lazaroni è l’attuale tecnico dell’Al Sadd, l’espertissimo uruguaiano Jorge Fossati.
Fossati è un grande allenatore, e su questo non ci piove, ma come i suoi predecessori fallirà miseramente, se la mentalità e le intenzioni della federazione(che ricordiamo, è gestita dalla famiglia reale) non cambieranno in fretta.

A cura di Christian Rizzitelli

Le grandi a fatica, le piccole impressionano

Questo primo turno del terzo round di qualificazione verso Brasile 2014 ha riservato diverse sorprese, con alcune imprese, clamorose, sfiorate.
Australia, Giappone,Uzbekistan e Cina sono partite tutte con i favori del pronostico, ma hanno dovuto faticare parecchio, molto più di quanto ci si aspettasse, prima di ottenere i tre punti.
Ma andiamo per ordine, partendo dal gruppo A, quello formato da Cina, Giordania, Iraq e Singapore.

GRUPPO A:

Cina – Singapore 2-1 33’Duric 69’Zheng Zhi (rig) 73’Yu Hai

Iraq – Giordania 0-2 43′ Abdel Fattah 47’Deeb

CLASSIFICA:

Giordania 3
Cina 3
Singapore 0
Iraq 0

La Cina ha oltremodo sofferto in un match facile sulla carta, contro il modesto ma combattente Singapore. Gli ospiti si sono portati in vantaggio grazie ad un gol del 41enne sempreverde Aleksandar Duric, in contropiede. I padroni di casa hanno incominciato ad assediare l’area avversaria, ma Singapore si difendeva bene, lottando con i denti. Quando i giochi stavano per farsi veramente complicati, ci ha pensato l’ex Birmingham e Celtic, Zheng Zhi, a cambiare la partita, dopo il suo ingresso a nella ripresa; prima ha siglato il rigore dell’1-1 (69′), e poi ha propiziato l’azione del gol del 2-1 segnato al 73′ da Yu Hai.
Nell’altro match impresa della Giordania, che espugna con un secco 2-0 il campo dell’Iraq, grazie alle reti al 43′ di Abdal Fatteh e al 47′ di Deeb, entrambi giocatori dell’Al Wahdat, confermando quanto ciò di buono aveva fatto vedere nell’ultima Coppa d’Asia.
L’Iraq è stato molto sfortunato, avendo colpito due traverse, ma la vittoria degli ospiti è assolutamente meritata, avendo attaccato dall’inizio e mostrandosi sempre pericolosi, soprattutto con Deeb, man of the match dell’incontro.

GRUPPO B:

Corea del Sud – Libano 6-0 8′ Park 46’Park 66’Ji 67’Park 82’Kim Jung Woo 85’Ji

Emirati Arabi Uniti – Kuwait 2-3 7’Nasser 51’Al Mutwa 65’Nasser 84’Al Hammadi 89’Khalil

CLASSIFICA:

Corea del Sud 3
Kuwait 3
Emirati Arabi Uniti 3
Libano 0

Nel gruppo B facile la vittoria della Corea del Sud contro il Libano. Un 6-0 senza storie, caratterizzato dalla tripletta del neo acquisto dell’Arsenal, Park Chu Young, e dalla doppietta del giovane attaccante del Sunderland, Ji Dong Won.
Non c’è molto da dire se non che dopo il primo tempo, conclusosi sul 2-0, il Libano ha avuto qualche chance di riaprire l’incontro, ma il 3-0 dei coreani ha spento ogni speranza dei libanesi che poi hanno subito l’imbarcata.
Nell’altro match, decisamente più equilibrato sulla carta, il Kuwait ottiene un’importantissima vittoria contro i rivali del golfo degli Emirati Arabi. La doppietta del giovane Nasser (sono già 17 le sue reti in nazionale, in 24 presenze) e la rete di Al Mutwa spianano la strada agli ospiti che devono però soffrire, in un finale al cardiopalma, il ritorno dei padroni di casa, a cui però non bastano i gol di Al Hammadi e del solito Khalil.

GRUPPO C

Giappone – Corea del Nord 1-0 94’Yoshida

Tajikistan – Uzbekistan 0-1 72’Shatskikh

CLASSIFICA

Uzbekistan 3
Giappone 3
Corea del Nord 0
Tajikistan 0

Il gruppo della morte si apre con due vittorie di misura, estremamente sofferte, delle favorite Uzbekistan e Giappone.
La squadra di Zaccheroni domina l’intero incontro, nonostante le diverse assenze (su tutte quella di Keisuke Honda, che starà fuori 3 mesi per un recente infortunio al ginocchio) domina l’incontro, giocando una gara molto paziente: gli sforzi dei Blue Samurai alla fine sono premiati dal colpo di testa di Yoshida, difensore che gioca in Olanda nel VVV Venlo, al 94′.
Anche l’Uzbekistan, che giocava contro il Tajikistan, ammesso al turno successivo dopo la squalifica della Siria, ha dovuto fatica parecchio. La vittoria è arrivata grazie al gol dell’attaccante Shatskikh a circa un quarto d’ora dal termine, dopo che i padroni di casa avevano resistito agli assati degli ospiti in maniera piuttosto egregia.

GRUPPO D

Australia – Thailandia 2-1 14’Dangda 58’Kennedy 86’Brosque

Oman – Arabia Saudita 0-0

CLASSIFICA

Australia 3
Arabia Saudita 1
Oman 1
Thailandia 0

Tremendamente sofferta la vittoria dei Socceroos contro l’apparente cenerentola Thailandia. Gli uomini di Osieck, dopo essere passati in svantaggio per un magistrale contropiede degli “elefanti” capitalizzato da un bel sinistro al volo dalla stella Teerasil Dangda, hanno incominciato un lunghissimo assedio, ma sterile, dato che la Thailandia si rinchiudeva con 11 uomini dietro la linea della palla e lasciava pochissimi spazi ai Socceroos. Nella ripresa l’impetuosità degli attacchi dei padroni di casa è aumentata, e la tanto cercata rete del pari è arrivata al 58′ con Kennedy, che sfrutta un errore del quasi perfetto Hathairattanakool, che sostituiva l’infortunato Thammasatchanan. All’86’ poi arriva anche il gol del 2-1 segnato da Brosque, dopo una mischia. Una vittoria di cuore, per gli Aussies, ma troppo stentata: “It feels like a loss”, dirà poi Schwarzer, in un’intervista.
L’altro match tra Oman e Arabia Saudita si conclude sullo 0-0, risultato più positivo per i padroni di casa che per gli ospiti, che dovranno vincere contro l’Australia nel secondo turno per non complicarsi la vita in queste qualificazioni. Il 4-3-3 classico stile dutch degli uomini di Rijkaard non è sembrato funzionare a dovere.

GRUPPO E

Iran – Indonesia 3-0 53’Nekounam 74’Nekounam 87’Teymourian

Bahrein – Qatar 0-0

CLASSIFICA

Iran 3
Qatar 1
Bahrein 1
Indonesia 0

L’Iran ottiene una netta vittoria, più difficile del previsto, contro l’Indonesia, grazie alla doppietta del suo capitano Javad Nekounam, e alla rete dell’ex Fulham, Teymourian.
Il primo tempo si è concluso sullo 0-0, con un’Indonesia piuttosto solida: nella ripresa però, due colpi di stessa da due calci piazzati dello stesso Nekounam hanno tagliato le gambe ai Garuda, che hanno subito nel finale il terzo gol, dopo una bella manovra corale.
Si conclude sullo 0-0 il derby arabo tra Bahrein e Qatar, con i padroni di casa che partivano favoriti e che hanno dominato larga parte dell’incontro, senza però riuscire a trovare la rete sperata: due punti persi per la squadra di Peter Taylor.

A cura di Christian Rizzitelli

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