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A-League, la situazione a dieci turni dal termine

Sebbene sia prevista per questo fine settimana la sedicesima giornata, considerando i vari match infrasettimanali la maggior parte dei club dell’A-League ha già disputato 17 partite, il che significa che il campionato ha abbondantemente superato il suo giro di boa.
Con soli dieci turni al termine della Regular Season prima delle entusiasmanti finals, andiamo ad analizzare quella che è stata finora la settima stagione del massimo campionato australiano.

La classifica: dominano i Mariners

Dominatore incontrastato è stato il Central Coast Mariners del mago Graham Arnold, allenatore diventato ormai leggenda per il club gialloblu. La franchigia del New South Wales ha collezionato 37 punti, nove in più della seconda classificata, il Brisbane Roar, fermo a quota 28, dominatore della passata stagione.
E proprio il Brisbane aveva incominciato il campionato in maniera straordinaria, con 6 vittorie e 2 pareggi nelle prime 8 giornate, striscia che aveva permesso agli Orange di superare il record di gare consecutive senza sconfitta tra tutti gli sport del paese, superando il record della squadra di rugby dell’Eastern Suburbs risalente addirittura a 76 anni fa, con 36 match di fila senza mai perdere. E proprio dopo lo storico traguardo, gli uomini di Ange Postecoglou hanno staccato la spina, perdendo addirittura le successive cinque partite, lasciando così la strada spianata per la vetta al Central Coast, che nelle ultime 14 partite disputate ne ha vinte undici, pareggiandone tre.
La forza della squadra di Arnold non sta solamente in una grandissima organizzazione collettiva, permessa dallo spirito di sacrificio e abnegazione di ogni giocatore, ma soprattutto nel coraggio che l’ex allenatore dei Socceroos ha avuto nel lanciare i giovani: infatti i punti di forza dei Mariners sono tutti giocatori giovanissimi ma estremamente talentuosi, tra cui spiccano il portiere Matt Ryan, un ragazzo nato nell’aprile 1992 con alle spalle già 46 partite ufficiali, il centrocampista offensivo Mustafa Amini, stella assoluta di 18 anni in prestito dal Borussia Dortmund, l’attaccante di origini nigeriane Bernie Ibini Isei, anche lui 19enne ma capace di fare reparto da solo nella squadra, tant’è che è stato designato da molti come l’erede naturale del Dukes, il mitico Mark Viduka. Quest’ultimo paragone è forse un pò azzardato, ma spiega bene di che livello sia il materiale tecnico a disposizione dell’allenatore gialloblu.

Le grandi deluse: il Melbourne Victory

La stagione della squadra più titolata in Australia è stata fin qui disastrosa. Nonostante l’arrivo della leggenda Harry Kewell, il club ora sotto la guida di Jim Magilton ha ottenuto risultati oltremodo deludenti, con soli 19 punti raccimolati in 16 partite. Decisamente troppo poco per la rosa a disposizione, ma i dati diventano ancora più allarmanti se sottolineamo le 5 sconfitte su 7 partite giocate in trasferta e le sole 3 vittorie su 9 gare tra le mura amiche. Risultati che hanno portato all’esonero del manager con il quale i Victory avevano cominciato la stagione, Mehmet Durakovic, il cui apporto è stato davvero nullo o quasi alla causa della squadra. La società spera che con un uomo col carisma di Jim Magilton le cose possano cambiare, ma la missione dell’ex tecnico dell’Ipswich è tutt’altro che semplice. Nonostante tutto, il Melbourne Victory ha la fortuna di giocare in un campionato estremamente equilbrato come l’A-League, e le Finals sono distanti pochissimo. Ma serve immediatamente invertire la tendenza.
Alla lista delle squadre deluse bisogna aggiungere il Gold Coast United. La squadra di Miron Bleiberg è ultima in campionato, ma la stagione è ancora salvabile. Ciò che condanna la franchigia del Queensland non sono tanto i risultati sul campo, ma l’approssimativa gestione societaria del ricchissimo proprietario Clint Palmer che costringe la squadra a giocare praticamente a porte chiuse, dato che lo Skilled Park è sempre deserto, ed è l’unico stadio del campionato ad avere una media spettatori davvero bassa. Per non rovinare l’immagine del campionato e per non diventare la terza società dopo New Zealand Knights e North Queensland Fury a sparire dalla competizione, sono necessari interventi urgenti per sistemare la situazione.

Un equilibrio sottilissimo

Ciò che caratterizza questa stagione dell’A-League è un sostanziale equilibrio. Tra l’ultima della graduatoria, il Gold Coast United, e la sesta classificata (ultima piazza disponibile per i play-off), il Sydney FC, ci sono solamente sei punti di distanza, un divario piuttosto ristretto considerando che mancano dieci giornate al termine.
Se non ci fosse il Central Coast Mariners, che vola spianato verso la Premiership, si tratterebbe del campionato più equilbrato di sempre. Ma occhio alle sorprese, perché in partite come quelle delle fasi finali, che sono gare secche, non sempre il più forte riesce a spuntarla. E il bello è proprio questo.

AFC Champions League 2012: cosa aspettarci?

Per la prima volta da quanto l’Australia è membro dell’AFC, saranno tre e non due le squadre partecipanti alla massima competizione continentale: Brisbane Roar, Central Coast Mariners e Adelaide United, le prime tre classificate nella stagione passata. Il Brisbane non avrà un girone particolarmente complesso, con Bejing Guoan, FC Tokyo e Ulsan Hyundai, mentre sarà più dura per il Central Coast Mariners, che se la vedrà con Nagoya Grampus, Tianjin Teda e Seongnam. Infine l’Adelaide United giocherà contro Bunyodkor, Gamba Osaka e la vincitrice tra Buriram PEA e Pohang Steelers, in un girone difficile ma non impossibile per gli uomini di Kosmina.
Non essendoci altre competizioni di spessore quest’anno, tutte le speranze calcistiche del 2012 dell’Australia sono rivolte alle performance nella AFC Champions League, sperando che si riesca finalmente ad ottenere qualche risultato di prestigio, dato che, fatta eccezione per l’Adelaide United nel 2008, le squadre australiane sono sempre state deludenti nella manifestazione.

A-League 2011/2012 – Classifica

Central Coast Mariners 37
Brisbane Roar 28
Melbourne Heart 25
Wellington Phoenix 24
Perth Glory 22
Sydney FC 20
Melbourne Victory 19
Adelaide United 19
Newcastle Jets 18
Gold Coast United 14

Team of the Season (17 giornate)

Ryan
Bojic Zwaanswijk Durante Behich
Fred Amini M.Thompson
Nichols Berisha Dugandzic

Sostituti:

Covic
Franjic
Wilkinson
Muscat
Halloran
Antonis
A. Thompson

Coach:

Graham Arnold

A cura di Christian Rizzitelli

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Il talento della settimana: Marco Rojas

Il ragazzo su cui puntiamo i fari questa settimana è un giovanissimo esterno offensivo mancino che con delizie tecniche di prima qualità ha incantato tutti i fan dell’A-League la passata stagione.
Neozelandese di passaporto, cileno di origine: e proprio ad uno strepitoso calciatore cileno viene continuamente paragonato in patria (e non solo): stiamo parlando di Alexis Sanchez.
Forse Rojas non arriverà a giocare nel Barcellona come il Nino Maravilla, ma le potenzialità per una carriera nel calcio che conta in Europa non mancano, anzi. Gli scout e osservatori farebbero bene a segnarsi sui loro taccuini questo nome, perchè ne sentiremo parlare.

Nome: Marco Rojas:

Dati anagrafici: Hamilton (Nuova Zelanda), 5/11/1991

Nazionalità: neozelandese

Ruolo: ala sinistra, trequartista

Club: Melbourne Victory

Biografia:

Il nostro Marco diventa un calciatore professionista a soli 17 anni dopo aver superato un provino vinto tramite un concorso con il forum ufficiale dei tifosi del Wellington Phoenix, squadra dell’A-League.
In precedenza aveva militato nel Waikato FC, squadra della ASB Premiership, il campionato semi-professionistico neozelandese.
Nella sua prima stagione gioca poco (solo quattro brevi apparizioni), ma nella seconda (2010/2011) esplode il suo talento e diventa la stella della squadra, nonchè uno dei calciatori più temuti dell’intero campionato. Finirà la stagione con 17 presenze e 2 reti.
Le sue performance portano diversi club europei di campionati di prima fascia ad interessarsi al giovane fenomeno dei Phoenix, ma Marco preferisce aspettare prima di fare il grande passo, firmando un biennale per un’altra squadra dell’A-League, il Melbourne Victory, non dopo un addio in circostanze piuttosto controverse.
Debutta con il Melbourne l’8 ottobre nella prima giornata di campionato contro il Sydney.

Caratteristiche tecniche:

Marco è un’ala sinistra, estremamente veloce e molto dotato tecnicamente, che fa del dribbling la sua qualità principale.
Come già detto, ricorda per caratteristiche Alexis Sanchez: calciatore brevilineo, rapidissimo, bravissimo a creare superiorità numerica: in un campionato fisico come l’A-League giocatori di questo tipo fanno pesantemente la differenza.
All’occorrenza Rojas è stato schierato anche come trequartista, ma la posizione centrale limita le sue doti di corsa, davvero impressionanti.
E’ stato conosciuto dal grande pubblico dopo una performance da man of the match contro il Melbourne Victory l’annata passata: oltre all’assist dell’uno a zero (un cross delizioso per la testa di Macallister) e alla rete del raddoppio, Rojas è stato una zanzara fastidiosissima, imprendibile un tormento continuo per le difesa avversaria. E da lì, è stato un crescendo continuo, segno anche di aver acquisito consapevolezza nei propri mezzi. Anche in nazionale, in un amichevole contro l’Australia, ha quasi umiliato il suo avversario di corsia, l’esperto Wilkshire, facendosi notare per esplosività e movimento.
Insomma, le doti per sfondare e per diventare uno dei calciatori neozelandesi più forti di sempre ci sono tutte, gli serve solo un pò più di continuità, dato che come molti giocatori a lui simili, tende a scomparire un pò troppo spesso a partita in corso.

Carriera internazionale:

Rojas ha disputato con la sua nazionale i recenti Mondiali Under20 in Colombia, giocando però relativamente poco e condizionato da un infortunio subito durante la preparazione della competizione. Ma il suo segno l’ha comunque lasciato, con l’assist a Bevin nel gol del momentaneo 1-0 nella partita contro l’Uruguay. Con gli Young All Whites ha chiuso con un totale di 4 reti in 7 presenze.
Giocatori in Nuova Zelanda con un talento simile è difficile trovarne, così, dopo nemmeno 15 partite da professionista, il ct Ricki Herbert l’ha fatto debuttare nell’amichevole di marzo pareggiata 1-1 contro la Cina.
Insieme a Chris Wood del West Bromwich (autore di 8 reti in 9 partite in Championship in prestito al Birmingham City) è la più grande speranza del paese per provare a raggiungere la qualificazione a Brasile 2014. Ora la palla passa a Marco, sperando che sia capace di mantenere tutte le promesse che il paese kiwi ha riposto in lui.


The A-League is back

Dopo oltre sei mesi di estenuante attesa, riparte la Hyundai A-League, più semplicemente A-League, il campionato di calcio australiano che stagione dopo stagione si sta rivelando sempre più interessante e competitivo a livello internazionale.
Quest’anno la stagione inizierà solo questo fine settimana per permettere alle squadre di arrivare in forma alla Asian Champions League, che ogni anno si disputa in prossimità del termine della regular season.

I Nuovi Arrivi

L’A-League che verrà porta con sé il nome di quello che è ritenuto il più grande calciatore di sempre del paese, e per molti si tratta anche del miglior acquisto che lo sport australiano abbia mai fatto. Naturalmente sto parlando di Harry Kewell, che ha firmato un triennale con il Melbourne Victory facendo letteralmente impazzire i fans (ben oltre 4,000 presenti al suo arrivo in aeroporto) e mettendo in rilievo tra i media locali l’A-League come non era mai successo prima d’ora.
Kewell è considerato un vero e proprio eroe in patria, il suo arrivo è molto più di un semplice acquisto di calciomercato: porterà tantissimi tifosi negli stadi (previsto il tutto esaurito nel match d’apertura a Melbourne contro il Sydney, e già venduti tutti i biglietti della seconda gara del Victory ad Adelaide), aumenterà l’importanza del calcio nel paese dal punto di vista mediatico e gerarchico sportivamente parlando, perchè è un uomo marketing, un po’ come David Beckham nei Los Angeles Galaxy, e delizierà il pubblico con tocchi di classe che nelle sei stagioni precedenti dell’A-League non s’erano mai visti, a conferma del costante miglioramento tecnico della competizione.
Ma non c’è solo Kewell ad aggiungere qualità all’A-League: ci sono anche Emerton, messo sotto contratto dal Sydney dopo 8 stagioni al Blackburn in Premier League, Vidosic che va all’Adelaide dopo l’esperienza a Norimberga e altri nomi di tutto rispetto come Maceo Rigters, Liam Miller (ex Manchester United), Jonathan Germano dall’Estudiantes.
E anche calciatori con storie particolari ma affascinanti, come i due giocatori della nazionale dell’Eritrea, Ambes Yosief e Samuel Tesfagabr, ingaggiati dal Gold Coast United mentre soggiornavano con lo status di rifugiati in Australia, dopo essere scappati dal loro paese per le continue guerre civili.

La squadra da battere

Per la prima volta nell’A-League ci sarà una squadra da battere.
Stiamo parlando del Brisbane Roar, una macchina infernale capace di demolire ogni record possibile nella storia di questo sport in Australia durante la passata stagione.
Il “Roarcelona” (come viene definito da quelle parti) ha perso tanti calciatori chiave nell’incredibile successo dell’anno scorso, come McKay, Barbarouses, DeVere.
Ma nonostante questo i rimpiazzi (su tutti ottimi i colpi Jurman dal Sydney e l’ex Amburgo Besart Berisha) sembrano adeguati a sostituire i partenti e il Brisbane rimane la squadra favorita per il titolo, e non potrebbe essere altrimenti dopo il meraviglioso calcio mostrato dalla banda di Postecoglu, certamente il migliore di sempre visto in Australia.
La squadra più attrezzata per fronteggiare i leoni di Brisbane è il Melbourne Victory, ma bisognerà vedere come Kewell e soci reggeranno la pressione della caldissima piazza di Melbourne.
Possibili contendenti il sempre agguerrito Central Coast Mariners e l’Adelaide United, squadra diventata veramente forte dopo l’ottima campagna acquisti.

I talenti da seguire

Proviamo a fare una breve lista dei giovani talenti più interessanti e pronti ad esplodere in questa stagione.

Terry Antonis – 1993 – Sydney FC (mezz’ala destra, centrocampista offensivo)

Antonis è il miglior talento australiano dal punto di vista tecnico, le sue doti qualitative sono eccellenti (tant’è che fu acquistato dall’Everton, ma poi la FFA negò il trasferimento) e questa sembra essere la stagione della sua definitiva consacrazione dopo anni di attesa e di interesse (forse anche eccessivo) mediatico.
E’ dato come titolare nel Sydney, se regge fisicamente in futuro diventerà una stella per la nazionale australiana come poche se ne sono viste finora.

Mustafa Amini – 1993 – Central Coast Mariners (centrocampista offensivo)

Il giovane afro divenuto celebre in Australia dovrà aspettare la fine di ottobre per cominciare la stagione essendo stato vittima di un brutto infortunio qualche settimana fa, e avrà anche voglia di riscattarsi dopo il deludente Mondiale Under 20 disputato.
Le qualità del ragazzo sono indubbie (acquistato dal Borussia Dortmund di Klopp quest’estate,è in prestito ai Mariners per farsi le ossa prima del grande passo), è arrivato il momento di mostrarle con continuità per la definitiva maturazione.

Mark Birighitti – 1991 – Adelaide United (portiere)

Vedere che questo ragazzo estremamente talentuoso farà ancora il secondo dietro un comunque ottimo portiere come Galekovic fa rabbia.
Birighitti ha le potenzialità per fare una carriera sui livelli di quella di Schwarzer (e non è un’esagerazione), ma ha l’età che gioca a suo sfavore, e probabilmente dovrà aspettare un altro anno prima di poter esplodere.
Ma nel caso l’occasione arrivasse, prepariamoci ad assistere alle sue prodezze, che lo hanno portato ad essere il migliore insieme ad Oar nella spedizione colombiana con la nazionale under 20. Insistentemente cercato in estate da Hannover e Kaiserslautern.

Ben Kantarovski – 1992 – Newcastle Jets (centrocampista difensivo)

Se Ben tre anni fa avesse accettato l’offerta del Bayern Monaco con ogni certezza sarebbe già su un palcoscenico di tutt’altro livello, ma il giovane centrocampista dei Jets dovrà aspettare ancora prima di confrontarsi con livelli superiori. Titolare in prima squadra da quando ha 16 anni, ha giocato solo 45 partite in 3 stagioni a causa di ripetuti infortuni, e non ha avuto ancora la chance di mostrare le sue qualità in modo continuativo. Si spera che questa sia l’annata buona.

Marco Rojas – 1991 – Melbourne Victory (ala sinistra, trequartista)

La stella neozelandese che non ha bisogno di presentazioni ha solo il dovere di confermare tutto ciò che di buono ha mostrato la passata stagione, ma dovrà farlo con una maglia diversa, e più pesante, quella del Melbourne Victory.
Se Kewell giostrerà sul centro come sembra, Rojas avrà tutta la corsia di sinsitra per formare un attacco stellare con l’ex Liverpool e i costaricani Solorzano e Hernandez.
Tra tutti quelli nominati finora, è il più pronto, sia per esperienza (già in nazionale maggiore) che per maturità mentale per il grande salto in Europa.

Chiudiamo il nostro preview mostrandovi il video di come l’A-League ci ha lasciato l’anno, con l’epica finale tra Brisbane Roar e Central Coast Mariners.

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